Erano i giorni delle manifestazioni a Genova contro il vertice dei G8, tra il 20 e il 22 luglio 2001 e la Caserma di Bolzaneto era stata trasformata nel luogo di raccolta degli arrestati.
Dopo tre anni dal G8 di Genova, cominciano a venir fuori le verità sui pestaggi e le torture subite dai manifestanti nella caserma di Bolzaneto. Il 21 gennaio 2004 viene reso noto dal quotidiano genovese Il Secolo XIX, che un agente ed un sottufficiale della polizia penitenziaria hanno raccontato al Procuratore Francesco Lalla (che stava per chiudere l'inchiesta), abusi e violenze sui manifestanti arrestati.

Le dichiarazioni hanno tirato in ballo le alte sfere, come Oronzo Doria, il generale della polizia penitenziaria, e Alfonso Sabella, il magistrato che dirigeva la "spedizione" genovese del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap). Il magistrato Sabella, ex PM antimafia a Palermo, era stato finora considerato uno dei testi chiave dell'indagine sulle violenze nella caserma-carcere di Bolzaneto. Ora è anche indagato. Testimonianze inedite, che hanno aperto uno spiraglio nel muro dell'omertà. Gli agenti hanno affermato di avere all'epoca informato i propri superiori e le nuove testimonianze hanno indotto i magistrati ad allargare il numero degli indagati.

La prima udienza preliminare - che ha stabilito protagonisti e tempi del processo vero e proprio - si è tenuta il 27 gennaio 2004. I pubblici ministeri hanno chiesto il rinvio a giudizio per 47 persone: 14 agenti e dirigenti della polizia normale, 16 di quella penitenziaria, 2 carabinieri, 5 fra medici e infermieri. Le accuse: abuso d'ufficio, violenza privata, falso ideologico, abuso di autorità contro detenuti o arrestati, violazione dell'ordinamento penitenziario e della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Sono oltre 150 le parti lese, di cui 40 persone picchiate anche nella scuola Diaz.
Dopo varie udienze preliminari, il 17 maggio 2005 il GUP di Genova Maurizio De Matteis decide il rinvio a giudizio per 45 persone tra personale di polizia penitenziaria, polizia di stato, carabinieri e medici dell'amministrazione penitenziaria.
Un agente della polizia penitenziaria di Vercelli è stato completamente prosciolto, mentre altri cinque indagati hanno avuto una sentenza di non luogo a procedere solo per alcuni capi di imputazione.
Il 12 ottobre 2005 si è aperto il processo che coinvolge i 45 imputati chiamati a rispondere di abuso di autorità e lesioni nei confronti dei manifestanti fermati illegittimamente nelle strade di Genova.
Da segnalare l'accorato discorso del procuratore aggiunto Morisani, sull'importanza di fissare un calendario che permetta di arrivare almeno alla sentenza di primo grado. Le previsioni della Procura sono di circa 200-250 udienze e la maggior parte dei reati contestati andrà in prescrizione nel 2009; nel 2007, se dovesse essere approvata la legge Cirielli ("salva-Previti").
Il tribunale ha poi rinviato l'udienza al 03 novembre 2005 per decidere sulle nuove costituzioni e sulle eccezioni preliminari sollevate.
Le udienze continuano...

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G8: 45 a giudizio per le "gratuite" violenze a Bolzaneto
Il GUP De Matteis accoglie l'impianto accusatorio del PM
Erano presenti solo tre indagati stamani all'udienza preliminare davanti al GUP Maurizio De Matteis che ha rinviato a giudizio 45 persone tra agenti della polizia penitenziaria, della polizia di Stato, carabinieri e medici dell'amministrazione penitenziaria per le violenze "di feroce gratuità" (così definite dallo stesso giudice) compiute nella caserma di Bolzaneto della Polizia nei confronti dei giovani arrestati durante il G8.
La decisione che ha visto il proscioglimento completo di un solo indagato (l'agente di polizia penitenziaria Vittorio Bertone) e il non luogo a procedere, solo per alcuni capi di imputazione, per altre cinque persone, è stata pronunciata dopo oltre tre ore di camera di consiglio.
La sentenza, prevista per il 20 maggio, è stata emessa a sorpresa perchè stamani era in programma la replica dei PM Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati che vi hanno rinunciato.
Nel marzo scorso, durante la loro requisitoria, avevano depositato una memoria di oltre 600 pagine per raccontare "l'accoglienza" riservata agli arrestati da parte delle forze dell'ordine.
Tra gli episodi più inquietanti nei confronti delle persone arrestate i PM avevano riferito di minacce a sfondo sessuale nei confronti di giovani e ragazze ed episodi come quello di far indossare un cappellino con il disegno di una falce e di un organo sessuale maschile, pretendendo una sorta di sfilata nei corridoi della caserma. Poi le lunghe attese con le braccia alzate, gli insulti, i calci e i pugni contro i fermati.
Il giudice De Matteis, nell'accogliere la formulazione fatta dai PM di entrambe le accuse, abuso d'ufficio e abuso contro arrestati o detenuti, sottolinea "la gratuità della condotta contestata rispetto a qualsiasi ipotesi di limitazione ulteriore della libertà dei detenuti stessi, anche con forme di rigore non consentite. Non si vede infatti come, ad esempio, il costringere una persona a chinare la testa dentro un vespasiano possa costituire una misura di rigore non consentita.
Tali azioni appaiono, per la loro feroce gratuità, totalmente estranee a qualsiasi nozione di "misura di rigore", sia essa consentita o meno, in quanto non perseguono il fine di limitare e controllare la libertà di una persona, ma solo di umiliarne la personalità".
I reati contestati agli indagati, nelle 161 pagine della richiesta di rinvio a giudizio, sono, a vario titolo, quelle di abuso d'ufficio, violenza privata, falso ideologico, abuso di autorità contro detenuti o arrestati, violazione dell'ordinamento penitenziario e della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
Tra le persone rinviate a giudizio figurano il vicequestore Alessandro Perugini, all'epoca numero due della Digos di Genova, il generale della polizia penitenziaria Oronzo Doria, all'epoca colonnello, e Biagio Antonio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria, responsabile della sicurezza del centro di detenzione provvisorio.
Il GUP De Matteis nel marzo scorso aveva concesso rito abbreviato a un altro imputato, Antonio Biribao che sarà processato il 6 ottobre. Sempre in marzo aveva emesso un' ordinanza di 45 pagine in cui aveva ammesso 150 circa parti civili tra cui i genitori di molte parti offese e la costituzione di tre ministeri (Giustizia, Interno e Difesa) citati in giudizio su richiesta dei difensori delle parti offese.
L'inchiesta durata due anni e 7 mesi, iniziò nell'agosto 2001 e si concluse con la richiesta di rinvio a giudizio del 12 maggio 2004. Un supplemento d'indagine sui falsi degli ordini di servizio iniziò nell'ottobre 2003.
Per due volte furono fatti gli avvisi di conclusione indagine. Dopo la sentenza del GUP i due PM Petruzziello e Ranieri Miniati hanno espresso soddisfazione perchè, hanno detto, "l'impianto accusatorio è stato confermato".
Numerose le reazioni giunte soprattutto dal mondo politico. Tra queste quella dell'europarlamentare Vittorio Agnoletto (Sinistra Unitaria Europea), ex portavoce del Genoa Social Forum il quale ha detto: "È necessario che, oltre ai responsabili materiali delle torture, siano individuati e processati i "mandanti", ossia coloro che avendo la responsabilità dell'ordine pubblico e della gestione politica delle giornate genovesi, hanno autorizzato o comunque tollerato e poi coperto le violenze consumate a Bolzaneto".
Alfredo Biondi, vicepresidente della Camera e difensore di 11 sottufficiali dei carabinieri si è detto amaregiato per la decisione del GIP di rinviare a giudizio i suoi assistiti, "colpevoli - afferma - di avere fatto il loro dovere, essendo stati comandati a presidiare la caserma di Bolzaneto nei giorni drammatici del G8 di Genova".
(Ansa, 18 maggio 2005)
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14 luglio 2008 La sentenza:
Dei 44 ufficiali, guardie carcerarie e medici imputati di aver sottoposto a sevizie più di duecento no global, ne vengono condannati 15 (ricordiamo che in Italia non esiste una legge contro la tortura): rispetto alla richiesta di poco meno di 80 anni di reclusione fatta dai PM, i giudici ne hanno inflitto solo 24 e, grazie alla prescrizione e all'indulto, nessuno dei condannati finirà in galera.
Per leggere la sentenza:  http://www.processig8.org/Udienza_179_%20Bolzaneto.html

APPROFONDIMENTI
http://processig8.org/Bolzaneto.html
http://www.supportolegale.org/
http://www.veritagiustizia.it


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