Nella mia pratica d'insegnamento di storia nei licei, ho sempre ritenuto importante affrontare, tra i temi scottanti d'attualità, la questione kurda assieme a quella palestinese. Un approccio allora sostanzialmente teorico, basato su alcune letture pure significative. Devo al Comitato Piazza Carlo Giuliani, se la pratica scolastica è diventata un percorso esistenziale e politico; infatti la decisione presa nel 2005 dal Comitato di fare l'adozione di una famiglia kurda priva di un adeguato sostentamento perché un componente di essa era detenuto politico, decisione rinnovata nel 2009, è stata una delle ragioni che mi ha stimolato a tessere nuove e concrete relazioni con una realtà una volta solo studiata e pensata, anche se con spirito di solidarietà.

L'occasione è stata offerta dall'Associazione "Verso il Kurdistan Onlus", che ha sede in Alessandria ed è presieduta dal segretario provinciale della FIOM-CGIL.
Nei giorni del viaggio-missione, abbiamo avuto modo di conoscere dal vivo sia a Istanbul che a Van le situazioni drammatiche che colpiscono in particolare le persone kurde presenti in Turchia. Abbiamo incontrato le organizzazioni sindacali della scuola e del pubblico impiego, prive di diritto di sciopero, diverse associazioni che quotidianamente sono impegnate per il riconoscimento e la difesa di elementari diritti umani: diritto al cibo, allo studio, alla salute, alla libertà civile e politica.



Lunedì 23 marzo 2009 alle ore 12 siamo nella sede del Göç-Der:


Qui ci accolgono il vicepresidente ed alcune persone che lavorano per l'associazione. Fondata nel 1997, essa si occupa di dare assistenza a detenuti politici, a profughi, sia legale che economica (soprattutto nelle baraccopoli situate ai margini delle grandi città). La situazione attuale è che, a causa della crisi economica, moltissimi dei circa 5 milioni di curdi presenti a Istanbul, sono disoccupati e vivono in povertà, molti ragazzi e ragazze,se non hanno sostegno, non possono seguire i corsi di studio, mentre si capisce che il popolo kurdo ha bisogno di un gioventù istruita che diventi la spina dorsale non soltanto della difesa ma della valorizzazione della loro cultura, della loro lingua, della loro identità aperta ad un futuro davvero pluralistico in Turchia. Ci dicono che le pesanti condizioni sociali e politiche non permettono di incontrare le famiglie, le persone che rappresentanti di associazioni italiane vogliono sostenere; vengono però forniti elementi di riconoscibilità. Al Comitato viene indicato di sostenere una ragazza per la quale Göç-Der cerca risorse economiche perché possa proseguire negli studi anche a livello universitario. Una ragazza appartenente ad una famiglia di profughi, dove il padre ha conosciuto la detenzione carceraria per motivi politici, arbitrio che colpisce di frequente i kurdi in una Turchia dal regime militaresco e nazionalistico: questa ragazza il Comitato si è impegnato a sostenere per un anno.
Alle sostenitrici, ai sostenitori del Comitato facciamo l'appello di condividere nelle forme che riterranno opportune il nostro impegno di sostenere ed accompagnare questa ragazza nella sua voglia di raggiungere un livello d'istruzione all'altezza dei tempi.

Peppino Coscione
Comitato Piazza Carlo Giuliani Onlus




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