È il primo processo che si è aperto a Genova in seguito ai fatti del luglio 2001.
All'alba del 4 dicembre 2002, su mandato della magistratura genovese, vengono indagate 23 persone in diverse città italiane (Genova, La Spezia, Parma, Milano, Pavia, Lecco, Bergamo, Brescia, Padova, Rovigo, Firenze, Roma, Napoli, Avellino, Reggio Calabria, Palermo, Ragusa, Messina e Catania) e vengono effettuate 45 perquisizioni.
Il GIP Elena Daloisio ordina i provvedimenti di custodia cautelare in carcere per 9 dei 23 indagati (altri quattro sono di arresti domiciliari, sei obblighi di dimora e quattro obblighi di presentazione all'autorità giudiziaria), provvedimenti assunti a distanza di un anno e mezzo dai fatti. Il tutto all'indomani della scarcerazione degli attivisti arrestati il 14 novembre scorso su ordine della procura di Cosenza.
Le accuse sono di devastazione e saccheggio (reati che prevedono pene da 8 e 15 anni), incendio, fabbricazione, porto e detenzione di materiale esplosivo, porto e detenzione di arma impropria, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Non sono contestati reati associativi, ma compare la teoria della "compartecipazione psichica".

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G8: L'ORDINANZA, PUNIRE ANCHE LA "COMPARTECIPAZIONE PSICHICA"

ROMA - Tra i no global indagati a piede libero non ci sono soltanto i presunti autori di episodi minori di violenza, ma anche chi dal punto di vista psicologico avrebbe dato manforte ai manifestanti violenti. Lo precisa il GIP a pagina 53 dell'ordinanza di custodia cautelare. "Compartecipazione psichica", così la si definisce dal punto di vista giuridico: "trattasi - spiega il magistrato - di una forma di concorso nel reato che non presenta molte varietà, verificandosi nella fase di ideazione nel reato: in essa si individuano due forme, quella del determinatore che fa sorgere in altri un proposito criminoso che prima non esisteva; e quella dell'istigatore che si limita a rafforzare in un'altra persona un proposito crimonoso in essa già esistente, avendo peraltro di mira un determinato delitto e costituendo tale partecipazione morale, sotto il profilo oggettivo, una concausa efficiente adeguata (come nel caso di colui che, promettendo un'attività di aiuto da svolgersi dopo la commissione di una rapina, consapevolemente istiga o rafforza l'attività del terzo, con rilevanza dunque casuale rispetto alla rapina, nella quale moralmente concorre)".
Per quanto riguarda gli indagati, dunque, secondo il GIP Daloiso, "appare indubbio che devono rispondere di devastazione non solo coloro che hanno posto in essere condotte materiali di danneggiamento e incendio, ma anche le persone che pur senza avere materialmente concorso in tale attività, ne hanno agevolato l'esecuzione con il porre in essere condotte rafforzatrici dell'altrui proposito crimonoso, sia sotto il profilo dell'agevolazione alla commissione materiale dei danneggiamenti con gravissime condotte di resistenza volte ad impedire l'intervento delle forze dell'ordine, che coloro che con la loro sola presenza sul teatro degli scontri, in gruppo con gli elementi più violenti, ne rafforzavano i propositi con condotte di incitamento di per sè non integranti fattispecie delittuose, ma tuttavia concorrenti nell'altrui determinazione sotto il profilo morale del rafforzamento del proposito criminoso in atto, con la costituzione di gruppi compatti che esprimevano la comune volontà di portare indiscriminate distruzioni con la consapevolezza della messa in pericolo dell'ordine pubblico posta in essere dal complesso dei loro comportamenti".

(Agis Cro, 04 dicembre 2002)

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Le indagini dei PM genovesi, Anna Canepa e Andrea Canciani, proseguono (incluse intercettazioni in carcere) fino a giugno 2003 quando viene richiesto il rinvio a giudizio per 26 manifestanti e viene fissata l'udienza preliminare a dicembre 2003, poi rinviata al 02 marzo 2004.
Le udienze si aprono in data 02 marzo 2004 con alcune questioni preliminari. Alcuni difensori degli imputati chiedono lo spostamento del processo in una sede differente da Genova, considerata pregiudizievole per la serenità del giudizio in quanto prevenuta rispetto ai manifestanti (gli avvocati ricordano tra l'altro che durante l'apertura dell'anno giudiziario il Procuratore capo di Genova aveva espresso stupore per il fatto che siano solo 26 i manifestanti indagati); il Collegio Giudicante tuttavia sceglie di non sospendere l'udienza in attesa della sentenza di Cassazione e quindi di continuare il processo. Vengono proposte altre questioni preliminari fra cui il difetto di notifica al secondo difensore di un imputato, che viene quindi stralciato e verrà giudicato in separato procedimento. I 26 diventano 25+1.
Nell'udienza del 09 marzo 2004 Filippo Cavataio si costituisce parte civile contro i manifestanti.
Le udienze si svolgono da allora con cadenza settimanale: riassunti e registrazioni sono scaricabili da: http://processig8.org/25.html e http://www.supportolegale.org/ 

RIPORTIAMO QUI I RIASSUNTI DELLE UDIENZE IN CUI SI E' PARLATO DI PIAZZA ALIMONDA...

Martedì 4 ottobre 2005 La sessantesima udienza
Assente, ancora una volta, uno degli ufficiali dei Carabinieri, protagonista dei fatti di Piazza Alimonda: Giovanni Truglio, all'epoca dei fatti tenente colonnello e comandante dei CCIR (compagnia di contenimento e intervento risolutivo, creata ad hoc per il G8 e poi sciolta), oggi colonnello dei carabinieri. Truglio ha presentato certificato medico a giustificazione della sua assenza.
Si parte dunque dal teste Marco Salvi, consulente della procura, autore della perizia su Mario Placanica, nonché co-estensore dell'autopsia sul corpo di Carlo Giuliani.

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