Vogliamo qui ricordare gli innumerevoli eccidi compiuti dalle "forze dell'ordine" nel corso di scioperi, manifestazioni di piazza, occupazioni dal 1948 ad oggi.

Abbiamo scelto di iniziare la cronistoria dal 1° gennaio 1948, perché in questa data entra in vigore la Costituzione Italiana.

Ricorderemo in dettaglio solo le sparatorie effettuate da carabinieri, polizia, guardia di finanza, guardie campestri e quant'altro, che hanno provocato la morte di manifestanti;
non riferiremo invece le innumerevoli volte che le forze dell'ordine hanno sparato provocando "solo" dei feriti, anche molto gravi.
Saranno anche ricordati i casi in cui le forze dell'ordine, anche se non direttamente coinvolte nell'omicidio, sono state complici nel cancellare o modificare prove indiziarie importanti.
*Le notizie e i dati di seguito riportati sono tratti da "625 - Libro Bianco sulla Legge Reale (materiali sulle politiche di repressione e controllo sociale)"
a cura del Centro di Iniziativa Luca Rossi [Centro di Iniziativa Luca Rossi, via Ricotti 19, 20158 Milano] e dall'Archivio della Fondazione Luigi Cipriani
(si veda il sito http://www.fondazionecipriani.it).


22 dicembre 1947  Viene redatta la Costituzione della Repubblica Italiana
 1 gennaio 1948  La Costituzione Italiana entra in vigore

1948

8 febbraio - Cerignola (Foggia)
5 manifestanti
La polizia spara nel corso di una manifestazione di militanti di sinistra uccidendone 5.

9 febbraio - S. Fer. Puglia (FG)
Vincenzo Dionisi, Giuseppe Di Troia, Giuseppe De Michele, Nicola Francone e Raffaele Riondino
Cerimonia inaugurale del Fronte democratico popolare. Fascisti e guardie campestri degli agrari mitragliano la popolazione in festa, uccidendo Vincenzo Dionisi, Giuseppe Di Troia, Giuseppe De Michele e ferendo altri venticinque contadini. Gli aggressori poi rastrellano molte case, le sedi dei partiti, della Camera del Lavoro e dell'Anpi. In quest'ultima il fascista Umberto Valerio uccide con il mitra il vecchio portiere, Nicola Francone, e Raffaele Riondino, un bambino di sette anni rimasto ferito già in piazza. A pochi passi dalle sezioni del Fronte i fascisti accendono un falò di bandiere rosse. Quando gli spari tacciono, compaiono i carabinieri, che hanno la stazione a trecento metri da dove è avvenuto l'eccidio.

30 marzo - Pantelleria
Antonio Valenza, Giuseppe Pavia e Michele Salerno
Una manifestazione contro l'iniquità delle sanzioni fiscali è repressa dalle forze di polizia con l'uso di armi da fuoco che provocano la morte di Antonio Valenza, Giuseppe Pavia e Michele Salerno.

13 aprile - Andria (Bari)
Riccardo Suriano
Nel corso di uno sciopero agricolo represso dalle forze di polizia, viene ucciso a colpi di calcio di moschetto il bracciante Riccardo Suriano, rimasto isolato dai suoi compagni perché stordito dai gas lacrimogeni.

20 maggio - Trecenta (Ro)
Evelino Tosarello
Sciopero bracciantile nell'azienda dei conti Spoletti. I carabinieri sopraggiungono con un camion e, poco fuori dell'abitato, caricano alle spalle a colpi di sfollagente e di moschetto dei contadini in bicicletta. Poi fracassano le biciclette e arrestano senza ragione il contadino Bruno Barberini. Quando giungono in paese con l'arrestato trovano però la piazza gremita di braccianti ad attenderli. Allora caricano, sparano da un camion e uccidono il mezzadro Evelino Tosarello, ferendo gravemente Vanilio Pagaini e Silvio Berterelli.

4 giugno - Spino d'Adda (CR)
Luigi Venturini
Nel corso di una manifestazione di braccianti contro gli agrari, i carabinieri aprono il fuoco uccidendo il contadino Luigi Venturini.

2 luglio - S Martino in Rio (Re)
Sante Mussini
Nel corso dello sciopero, i carabinieri intervenuti in forza per reprimerlo uccidono il contadino Sante Mussini, schiacciato da una autoblinda.

14 luglio – Roma
Filippo Ghionna e un altro dimostrante
Una folla straboccante invade piazza Esedra e piazza Colonna per protestare contro l’attentato a Palmiro Togliatti. Scontri si accendono in diverse zone della città, nel corso dei quali le forze di polizia uccidono l’operaio edile Filippo Ghionna e un secondo manifestante, mentre 30 risultano i feriti di entrambi i lati e 160 gli arrestati.

14 luglio – Napoli
Giovanni Quinto e Angelo Fischietti
Nel corso di un comizio di protesta in piazza Dante contro l’attentato a Togliatti, la polizia carica senza preavviso i partecipanti, ferendone 20 e uccidendo lo studente Giovanni Quinto e l’operaio Angelo Fischietti.

14 luglio – Taranto
Angelo Gavartara
Nel corso dello sciopero dei cantieri navali e delle officine per protestare contro l’attentato a Togliatti, le forze di polizia caricano i manifestanti dinanzi alla sede della Camera del lavoro, uccidendo l’operaio Angelo Gavartara e ferendo altri 4 manifestanti. Rimane gravemente ferito l’agente di Ps Giovanni Doria, che morirà qualche giorno più tardi in ospedale.

14 luglio – Livorno
un operaio
Si ingaggia una vera battaglia di strada; i dimostranti svaligiano negozi di armi e disarmano pattuglie di agenti di Ps. Nel corso degli scontri che ne seguono, viene ucciso un operaio ed altri 18 dimostranti sono feriti. Viene ucciso anche l’ agente di Ps Giorgio Lanzi, e altri 4 rimangono feriti.

14-15 luglio – Genova
Biagio Stefano, Mariano d’Amori e Angiolina Alice Roba
Esplode la rivolta operaia per l’attentato contro Palmiro Togliatti. Migliaia di manifestanti affluiscono in piazza De Ferrari, poi viene attaccata la caserma della polizia a ponte Spinola, presa ed incendiata una camionetta della polizia e presi in ostaggio 6 celerini, devastata la sede del Msi in via XX settembre, dove i manifestanti bloccano 5 autoblinde della polizia, saltando sulle torrette e disarmando gli occupanti. Tutte le fabbriche sono ferme e un comizio alle 17 vede la partecipazione di 100.000 lavoratori; mentre in tutta la città accadono episodi di fraternizzazione fra operai e soldati. Sorgono barricate, difese da mitragliatrici, radio e giornali passano sotto il controllo della Camera del Lavoro. La rivolta si estende a Sestri ponente, Bolzaneto, Chiavari, Nervi. Alle 13 del 15 luglio il prefetto dichiara lo stato d’assedio e viene scatenata una repressione durissima, mentre i dirigenti di Pci, Psi e Camera del Lavoro invitano i dimostranti a desistere. La polizia fa uso massiccio di armi da fuoco che uccidono, nel primo giorno della rivolta, Biagio Stefano e Mariano d’Amori e, il giorno seguente, Angiolina Alice Roba che è affacciata alla finestra, mentre 43 sono i manifestanti feriti.

15 luglio – Abbadia S. S. (SI)
Durante lo sciopero dei minatori e di tutta la popolazione viene messo fuori uso un automezzo carico di agenti. Gli agenti della Stradale sono invitati ad andarsene ma estraggono le armi; due di essi vengono subito disarmati mentre contro gli altri ha inizio una sassaiola. Si spara da ambo le parti e viene ucciso a colpi di pistola l’agente Battista Carloni, il maresciallo Ranieri Virgilio viene ucciso con due coltellate. Seguono 264 arresti e 337 rinvii a giudizio.

15 luglio – Bologna
un operaio
Nel corso della manifestazione di protesta per l’attentato a Togliatti, la Celere apre il fuoco uccidendo un operaio e ferendone gravemente altri 11.

15 luglio – Porto Margh. (VE)
Cesare Pietro
I manifestanti comunisti provvedono a disarmare agenti di Ps e carabinieri, ma in uno scontro a fuoco la polizia uccide l’operaio Cesare Pietro e ne ferisce un secondo.

15 luglio – Grav di Puglia (BA)
Michele d’Elia
I manifestanti invadono il pastificio Divella e nel successivo intervento le forze di polizia uccidono a colpi di moschetto il bracciante Michele d’Elia.

19 luglio – Siena
Severino Meattini
Nel corso dei funerali dei 2 rappresentanti delle forze di polizia rimasti uccisi a Abbadia San Salvatore il 15 luglio, la polizia invade la sede della Confederterra e uccide il capo lega di Torrenieri Severino Meattini, malmenando i presenti e arrestando il segretario.

24 luglio – Grav di Puglia (BA)
Luigi Schiavino e Bonifacio Loglisci
Nel corso di una manifestazione di braccianti le forze di polizia intervengono violentemente uccidendo l’attivista sindacale Luigi Schiavino e, sempre negli stessi giorni, il bracciante Bonifacio Loglisci.

12 ottobre – Tricarico (Matera)
3 manifestanti
La polizia apre il fuoco sui partecipanti ad una manifestazione di sinistra, uccidendone 3.

15 ottobre - Dairago Arc (Mi)
Pietro Paganini
Nel corso di una manifestazione, le forze di polizia aprono il fuoco uccidendo Pietro Paganini, presidente dell’Anpi di Dairago.

16 ottobre – Pistoia
Ugo Schiano
Nel corso di una manifestazione degli operai della san Giorgio e della Smi in lotta contro la smobilitazione, le forze di polizia sparano uccidendo l’operaio Ugo Schiano e ferendone altri 3.

24 novembre – Bondeno (FE)
Fernando Ercolei
Nel corso di una manifestazione per richiedere la gestione diretta del collocamento al lavoro, le forze di polizia aprono il fuoco uccidendo il contadino Fernando Ercolei e ferendone altri 10.


10 dicembre 1948 Viene proclamata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclama la Dichiarazione universale dei diritti umani. Per la prima volta nella storia dell’umanità, è prodotto un documento che riguarda tutte le persone del mondo, senza distinzioni. Per la prima volta viene scritto che esistono diritti di cui ogni essere umano deve poter godere per la sola ragione di essere al mondo.

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