In questa pagina trovi tutte le canzoni dedicate a Carlo in ordine alfabetico per autore o per il nome del gruppo

99Posse

Mai più io sarò saggio
Dall'album "Cattivi Guagliuni"
(Luca Persico, Massimiliano Jovine, Marco Messina, Sacha Ricci)
Edizioni: Musica Posse

Ti sparano Tu muori
colpo ferita e oltraggio
ecco i nostri dolori
mai più io sarò saggio
la morte all'imbrunire
lascia ch'io pianga muto
senza quel tuo limone
limone asfalto e sputo

è fuggita la vita e fuggire la fuga non vale
è fuggita la vita e fuggire la fuga non vale

Arca del mai partire
acro del tuo finire
la storia di un dettaglio
fumogeni a morire
non grido più fa male
non grido più fa male
odio e sovrastruttura
ma non lenisce il sale
che dio vi maledica
eroi della carriera
limone asfalto e sputo
mi fermo a bolzaneto
e non cammino più
antico è il mio sospiro
eclissi di ogni piano
ti giudico non canto
mai più io sarò saggio
è fuggita la vita e fuggire la fuga non vale
mai più io sarò saggio
è fuggita la vita e fuggire la fuga non vale
mai più io sarò saggio
TUTTO E' SUCCESSO A GENOVA
LUGLIO 2001
IL MONDO SI E' FERMATO
ADESSO RIPARTIAMO
NOI SIAMO MORTI A GENOVA
LUGLIO 2001
IL MONDO SI E' FERMATO
MO' CE LO RIPRENDIAMO

fumogeni a morire
mai più io sarò saggio
limone asfalto e sputo
limone asfalto e sputo
limone asfalto e sputo
fumogeni a morire
limone asfalto e sputo
limone asfalto e sputo
limone asfalto e sputo
mai più io sarò saggio
fumogeni a morire
mai più io sarò saggio




Liberamente ispirato dalla raccolta "Lamento in Morte di Carlo Giuliani" di N. Vendola




Carmelo Albanese
Reggae per Carlo Giuliani
(Testo Carmelo Albanese, Musica Rock Brothers)
Inedita

Quando ti portan via la tua città
quando la svendono all'altare del padrone
è anche normale alla fine poi ci sta
che ti vien voglia di una rivoluzione

Piazza Alimonda in fondo è in ogni luogo
lungo le strade che chiedono giustizia
è un'onda lunga di cui non sai la fine
puoi dire a stento soltanto dove inizia

e canto l'attimo in cui ti sarai chiesto
tutto sommato ma chi me lo fa fare
che per morire è sempre troppo presto
e poi fa caldo e lì a due passi c'è il mare
Vestivi quella canottiera bianca
che era già pronta a riposare al sole
che poi ricordo schiacciata sull'asfalto
e allora perdo di colpo le parole

E sui tavoli dei bar chi gioca a carte
chi dal lavoro al porto torna via distrutto
Se nessuno vuol fare la sua parte
qualcun altro è costretto a dar tutto

Non c'è sentenza che possa esser capace
e serve a poco persino ogni parola
a dare un senso e forse un po' di pace
se l'estintore risponde alla pistola
In quell'istante avrai dato un calcio al vento
con decisione hai preso a camminare
seguendo il passo lieve della storia
Genova occupata: l'andiamo a liberare

E sui tavoli dei bar chi gioca a carte
chi dal lavoro al porto torna via distrutto
Se nessuno vuol fare la sua parte
qualcun altro è costretto a dar tutto

Così hai nascosto i tuoi capelli biondi
dentro a quel passamontagna blu
e il rotolo di scotch fino a sopra il braccio
per farti forza e scordarti che eri tu
Voglio cantarti fuori dal dolore
loro non sanno e non possono spiegarlo
l'hai detto tu: "Di vita non si muore"
e da quel giorno ci siam chiamati Carlo!

E sui tavoli dei bar chi gioca a carte
chi dal lavoro torna via distrutto
Se nessuno vuol fare la sua parte
qualcun altro è costretto a dar tutto

"Con quella faccia un po' così
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
E ogni volta ci chiediamo
se quel posto dove andiamo
non c'inghiotta e non torniamo più"



Gian Piero Alloisio
La Canzone di Carlo
(Testo e Musiche di Gian Piero Alloisio)
Inedita

Avevo voglia di sole
Avevo voglia di un tuffo
Avevo in cuore discesa e salita
E un ritornare alla vita
Dopo una breve parentesi buia
Volevo solo la gioia

Quella mattina di luglio
Se non mi sbaglio mi sveglia
Della mia piccola donna
La piccolissima figlia
Con un amore bambino
Nascosto sotto il cuscino
Quella mattina dormivo
Le ultime ore da vivo

E con la canottiera bianca
E la mia mezza tuta blu
Passo dal ponte e vado in giù
Passo dal ponte e vado in giù

C'era la gente
La gente bella
La gente vera
La gente tranquilla
Che aveva le mani
Di bianco dipinte
Tante le facce
Poche le finte
Ero stupito
Rimango lì
Ma quella gente
Me la ricordo così
E c'erano i carabinieri
E c'erano uomini neri
E c'erano i soliti ignoti
E pure i soliti idioti fra noi
E c'era un rotolo nuovo di scotch
Non so perché ma lo faccio
E me lo infilo in un braccio
Va bè, dai, il resto è noto
A parte il senso di vuoto che lascio
Qualcuno ha meditato e deciso
Sangue sangue sangue sangue sul viso

E mentre cado mi chiedo
Armato di un estintore
Quale delitto ho commesso
Forse ho difeso me stesso
Appuntato sei pagato per non perdere la testa
Mi arrendo al grande nulla e basta
Mi arrendo al grande nulla e basta

Vi mando un cuore per fare giustizia
Vi mando un cuore per fare un'azione
Vi mando un cuore per fare il politico
Nell'istituzione
E vi mando in sogno segnali di fumo
Chiavi di rabbia per porte già aperte
Vi mando i folli di Dio
Per vincere a scacchi la morte

Ora mi arrendo
A un grande Sì
Sento la vita incominciare da qui
Ecco! Incomincia da qui...



Ashpipe
Genova is screaming
Dall'album "Born Bad"
Edizioni: Kob Records/Mad Butcher Records

Ricordi quell'estate, fatta di sogni e di illusioni
Un amico ci lasciava ed un compagno moriva
Coi loro occhi da gran sognatori
Primi amori e prime conquiste
Tutta una vita da immaginare
Il mondo che intanto cambiava
Una lotta da portare avanti


La città in preda alle fiamme
Una piazza sporca di sangue
Una morte annunciata, uno stato di polizia
Omertà, politica e miopia

Genova is screaming justice again

Por Carlo, por la Diaz contra un estado policial
El pueblo unido jamás será vencido




Pierugo e Marika (due amici di Carlo)
Volere volare
Dall'album "Piazza Carlo Giuliani ragazzo"
(Pietro Ugo Bertolino)
Edizioni: Edizioni Ishtar S.n.c.

Volere volare, ti piaceva sognare
e per tutta una notte parlare, cantare
o restare in silenzio, ad ascoltare il mare
guardare la luna e andare lontano…

E adesso sei nel vento, e in ogni luna ti rivedo
e il futuro e la memoria di quei giorni
e gli amici mi accompagnano a lottare e a cercare
giustizia, verità e un mondo migliore...

Mai più… never again
mai più… never again
mai più.

Colm Bryce
Song for Carlo
Dall'album "peace, love and petrol bombs"
(Colm Bryce)
Engineered, produced and mastered by Rory Donaghy @ Blast Furnace Studios

There's a picture of you, lying still,
In the middle of the hurricane
And people gathered round, laying flowers on the ground
Swearing they'll never be the same
And the pressure dropped, another degree
And the sky went dark, in the evening heat
And the hard wind that's coming will carry your name

You saw the mask before it slipped
You saw inside their marble halls
Where they make you sing fascist songs
And kiss the pictures on their walls
So you ran at the corps, and the canister dropped
And your herat stopped in the echo of the shots
And the hard wind that's coming will carry your name

They had to make sure that you were dead
So they ground their wheels on your pretty head
So that you couldn't help but look away
So you couldn't help but be afraid
Sometimes the police go wild
That's when you see what they're trying to hide
But the hard wind that's coming will carry your name

Last night your mother was speaking,
In a voice you never heard
Saying to do nothing now is to take a side
And that's what her baby boy had learned

Carlo, can you hear the voices in the streets
Singing you a lullaby
Noi siamo tutti clandestini
We are all illegal now
And the mystery's gone, the battle lines drawn
Everything goes still just before the storm
And the hard wind that's coming will carry your name

My giovani compagno, bella ciao, keep the flame...
C'è la tua immagine, stesa per terra,
che giace ferma nel mezzo dell'uragano
E le persone raccolte attorno, lasciano fiori sul terreno
Giurando che non sarebbero mai state le stesse
E la temperatura è scesa di un altro grado
E il cielo si è scurito nel colore della sera
E il vento forte che arriva porterà il tuo nome

Tu hai visto la maschera prima che cadesse
Hai visto dentro i loro palazzi di marmo
Dove ti fanno cantare canzoni fasciste
E baciare i ritratti appesi ai muri
Così tu hai affrontato la polizia, e l'estintore è caduto
E il tuo cuore si è fermato nell'eco degli spari
E il vento forte che arriva porterà il tuo nome

Dovevano essere sicuri che tu fossi morto
Così hanno schiacciato le loro ruote sulla tua bella testa
In modo che tu non potessi fare altro che distogliere lo sguardo
In modo che tu non potessi fare altro che avere paura
Qualche volta la polizia diventa una bestia feroce
E' lì che vedi quello che cercano di nascondere
Ma il vento forte che arriva porterà il tuo nome

Ieri sera ha parlato tua madre
Con una voce che tu non hai mai sentito
Diceva che ora non far nulla significa prendere posizione
E questo è quello che il suo ragazzo aveva imparato

Carlo, puoi sentire le voci nelle piazze
Che ti cantano una ninnananna
Noi siamo tutti clandestini
Noi siamo tutti illegali ora
E non c'è più mistero, i fronti sono schierati
Tutto è calmo prima della tempesta
E il vento forte che arriva porterà il tuo nome

Mio giovane compagno, bella ciao, tieni viva la speranza…
(Carlo Giuliani was murdered by the italian police at the Genoa G8 protest in July 2001. The next day 300.000 marched in Genoa and over the next week millions protested in cities across Italy and Europe. A banner on the 250.000-strong demonstration in Milan read: "You think you've killed Carlo, but he lives on through us". Samples from the demonstrations in Genoa taken from "Berlusconi's Mousetrap". Translation: "... We will disobey your laws as they are unjust and they make a world shaped only for your profit". Additional sample, Haidi Giuliani, Carlo's mother, speaking at the European Social Forum, Florence, November 2002)



Casa del Vento
La canzone di Carlo
Dall'album "Genova Chiama"
(Luca Lanzi, Sauro Lanzi, Massimiliano Gregorio, Patrick Wright, Fabrizio Morganti)
Edizioni: Mescal S.r.l. / Essequattro Music Italia S.r.l. / Il Manifesto

Carlo aveva vent'anni
Decise di andare a marciare
Credeva in un mondo più giusto
Tra uomini che sanno sognare

Quel giorno eravamo in tanti
E il tempo di disobbedire
Un grido di sopravvivenza
Un mondo da ricostruire

Il canto dei pacifisti
Le mani dei lavoratori
La gioia e la tenerezza
L'abbraccio tra generazioni

Ricordo di averti incontrato
Insieme al tuo amore e al tuo cane
Portavi con te la speranza
L'impegno di chi vuol cambiare
Sapevi che già nel '60
In piazza i camalli ad urlare
Difesero la resistenza
Da chi la voleva schiacciare

Dal mare odor di tempesta
L'aria che puoi masticare
Ma i colpi di quei manganelli
Non fanno morire le idee

Il fiore della ribellione
Tagliato dagli uomini neri
Buttato e lasciato per terra
Il vento l'ha portato via

Ma il fiore della ribellione
Ha un seme che è volato via
E in qualche altra splendida terra
Un giorno rifiorirà


Alessandro Colpani
Giorno di lutto
Inedita
Anno 2009

Che mi vengano a prendere in casa con la macchina blu,
le sirene che taglian la strada sono dirette quaggiù.
Che mi mettano i crimini in tasca e la lingua in catene,
che mi portino via le bandiere
ma i sogni miei no.
Carlo, quanti anni hai? alla tua tomba c'è un altro fiore.
Carlo, ne hai ventitré, sopra l'asfalto, è là il tuo cuore.

Credevano tutti di avere ancora dei diritti
prima che il sangue innocente macchiasse i palazzi,
prima che la polizia entrasse alla Diaz,
prima che i carabinieri sparassero in testa a Giuliani.
Carlo, sei ancora vivo, vogliamo morto quel celerino.
Carlo, non fu una pietra, bensì lo sparo di un assassino.
Che nascondano pure le prove, che incolpino un po' chi gli pare,
ma lo sanno che non può continuare questa triste bugia.
Che da piazza Alimonda è tornata a esser pezza la divisa,
e se questi ci devon proteggere potremmo morire domani.
Carlo, non fa paura la loro legge, è spazzatura.
Carlo che fu ammazzato e poi schiacciato da quattro ruote.
Carlo che fu picchiato mentre era terra senza la vita.

Carlo, ritorneremo per vendicare il tuo destino.






Conflict
Carlo Giuliani
Dall'album "There's no power without control"
Edizioni: Mortarhate Records
Anno 2003

Carlo lives in everyone
Who with or without reason is
Finally starting kicking back
Who will not back down, can't take it
As Mother Earth begins to crack

Carlo ain't the only son
That's life has been extinguished as
They engage in civil war.
A fearful glance into their future
Where robots enforce law - therefore

Anarchist armies rampage
Running battles commonplace
Victorious in battle
Delivering a fine taste
Of what it feels like to be beaten, battered
Buggered right up the arse
Credited with no value
Worthless to set tasks

A mother's heart's rebroken
As they punish statements of defiance
Her wasted wombwork, his hard labour
Their currency of death means silence
Of all who beg for half a chance to
Offer something new or old or right or wrong.
Oh whatever, a different point of view

Carlo gasps a final breath
That nails down our voice
Opinions that would be otherwise forgot
A landmark, confirmation of what
They will do and we will not

Carlo stops
Thousands of new hearts now beat in unison, as one.
Two, three, four, more, more, more, then more and more
This fight has only just begun




Begun! Begin! Forgive? Give in!
Suicide - the ultimate sin
What once seemed unacceptable
Needs considering, lets be blunt.
Do we accept murder within our ranks?
Should we fight with fists when
They use guns, planes, bombs and tanks?
Do we plead then beg forgiveness?
As their concrete paves our way
As they chop down our Sherwood Forest
Their bullets murder love with hate
Do they forgive and forget those terrorist whores?
Do they bollocks! Come on! War!

Bush rubs Tony's warhead
Shoves it down the starving's throat
They screw the planet up the shitter
As human nature chokes
On their fossil fuelled cum
That leaves a bad taste in our mouth.
Christ, it is getting kind of hot now
As East meets West and North's gone South

Seasons without reasons merging pitifully into one
Extinction's the prediction, radiation from the sun
Filth pours from what was beauty
Now darkened angry skies
Rivers rage and burst their banks, nothing will survive
New sea view homes on city streets
Atomic tests, earthquakes, the heat
The ice caps melting into blood
Burning mudslides from above
Fire engulfs, earth caves in, grinding sorely to a halt
Helpless, demoralised, destroyed, game over

This notice served on the insane
Sections, condemns, reclaims
This message commits those silent
To rise up, this time with violence?
Make sure the more they kill, the stronger our will
To finally right their wrongs, one love, this song
Yeah what's done is done, but you expect the same
C.A.R.L.O. you will remember that name.


Contratto Sociale GNU-Folk
La notte di Genova
Dall'album "– CsGf – Nero"
(Kiko, Giovvi, Il Chicca, Fonello, Il Bandoni, Diego, Steppia, Cobra)

Il luglio appiccicoso rialza la testa, un anno dopo in Piazza Alimonda,
non c'è traffico le strade sono vuote, la normalità è tornata a regnare.
Si sente ancora se stai ad ascoltare le grida di piazza che vogliono restare,
via Torino immersa nel traffico ricorda lo scontro di un anno passato
Passato nel ricordo e nella speranza
di uomini e di donne che scesero in piazza
dei loro sogni, di un mondo migliore
di qualcosa da cambiare.

Ma Genova non ha scordato, lei non può dimenticare
Bandiere al vento, i nostri pensieri
Il volo di un ideale.

Ma Genova non ha scordato, lei non può dimenticare
I vostri insulti, il ventennio tornare
I manganelli parlare

Gioia colori, studenti, operai, anime diverse un solo pensiero
la marcia del sole contro la notte, lo spirito dei vecchi, delle loro lotte.
Ricordo le danze, la musica intorno, scherzi e racconti di un popolo in marcia
valore e cultura la nostra ragione, contro otto idee di sopraffazione
Poi il fuoco fu come un segnale, la legalità venne a mancare,
disperso il corteo senza ragione, ma le nostre idee san volare.
Ma Genova non ha scordato, lei non può dimenticare
Bandiere al vento, i nostri pensieri
Il volo di un ideale.

Ma Genova non ha scordato, lei non può dimenticare
I vostri insulti, il ventennio tornare
I manganelli pestare

Forse l'asfalto di quelle strade è stato lavato per dimenticare,
ma la memoria è figlia del vento e riporta l'immagine del luglio in inverno
ma Genova è libera nei nostri occhi, nel ricordo di Carlo e dei suoi sogni
nello spirito dolce della protesta, nella forza sincera di chi dice basta
Forse le strade ora sono sicure, per chi dirige le vostre paure
ma so che quel sole verrà, sulla notte di Genova.

Ma Genova non ha scordato, non puoi vincere il coraggio
La protesta è viva, è figlia del vento, ritornerà il nostro maggio!









Lorenzo Fiore
Parafrasando Genova
Inedita

Per le strade di Genova si avverte nell'aria
il profumo del mare e l'odor della cima
i riflessi del sole di una luce bonaria
che si innalzano fieri e più forti di prima.

Si respira poesia dentro i vicoli scuri
e le voci ritornano subito in mente
le storie di ieri e le scritte sui muri
la vita e la morte la piazza la gente.

Ed ancora una piazza è rimasta ferita
da un assurdo lamento da un destino beffardo
che ha voluto stordire e annientare una vita
nel preciso momento senza un po' di ritardo.

Nel preciso momento disegnato dal faro
che illumina Genova nelle notti più chiare
quando il buio è più intenso non si sente lo sparo
ma si avverte il confine tra il cielo ed il mare.
La luce del giorno rimbalza nel porto
e un sole impaziente riscalderà il mare
dipingendo le ombre sopra un muro distorto
e spegne la luce delle proprie lampare.

Quelle ombre di dubbi e di false parole
di chi ha fatto di tutto pur di fare notizia
non saranno dissolte con un raggio di sole
nà saranno archiviate da una prima perizia.

Per le strade al mattino si risveglia assopita
cercando in un bar tra giornali e caffè
si riprende il lavoro e si insegue la vita
per ricordare per sempre chi oggi non c'è.

Per le strade di Genova si riscopre bonaria
quella voglia di vita più forte di prima.
e si innalza dal mare e si sente nell'aria
il profumo del porto e il sapor della cima.

Pardo Fornaciari
Vi ricordate quel 20 di luglio
Inedita
Anno 2002

Vi ricordate quel 20 di luglio
Genova calda e incatenata
da otto gangster che a mano armata
il mondo intero voglion dominar
da otto gangster che a mano armata
il mondo intero voglion dominar

Che cosa fa Gianfranco Fini
con la sua mobile in questura
ma il movimento non ha paura:
"Difenderemo la libertà."
ma il movimento non ha paura:
"Difenderemo la libertà."

Il blocco nero scorrazza in giro
e spacca tutto senz'esser fermato
ma ai pacifisti viene riservato
un trattamento davvero special
ma ai pacifisti viene riservato
un trattamento davvero special

Le tute bianche fanno il corteo
per arrivare alla "zona rossa"
quando un plotone gli si scaglia addosso
di poliziotti e di finanzier
quando un plotone gli si scaglia addosso
di poliziotti e di finanzier

Le prime linee fan l'autodifesa
a protezione di tutti gli altri
perché una volta che si son sganciati
a casa salvi possano tornar
perché una volta che si son sganciati
a casa salvi possano tornar
Scappa un plotone dei carabinieri
quando un gippone come per vendetta
prende di mira il corteo e si getta
contro i compagni a gran velocità
prende di mira il corteo e si getta
contro i compagni a gran velocità

Sbanda e si pianta contro un cassonetto
e non riesce più a manovrare
ma fra i compagni c'è chi vuol provare
una lezione gli voglion dar
ma fra i compagni c'è chi vuol provare
una lezione gli voglion dar

Ma dall'interno per potere sparare
Con l'estintore spaccano il vetro
quando Giuliani glielo tira indietro
gli spara in faccia il carabinier
quando Giuliani glielo tira indietro
gli spara in faccia il carabinier

L'altro assassino che stava al volante
stritola Carlo con il gippone
e il mondo intero in televisione
vede l'orrore e la bestialità
e il mondo intero in televisione
vede l'orrore e la bestialità

E io vi chiedo miei cari compagni
andate in giro a raccontare
quel che è successo a denunciare
per la difesa della libertà
quel che è successo a denunciare
per la difesa della libertà.



Giudafellas
Lotta al potere
Dall'album "Poteri Forti"
di Mr Phil
Febbraio 2013
Edizioni: City Sound Production
Distribuzione: Audioglobe
http://www.rockit.it/MrPhil/canzone/lotta-al-potere/162252

Non vedi come cazzo gira? Brutto stronzo parlo chiaro, la tua faccia esplode, succhia il trip, damme il mic, scambia le tue banconote, vivo ai bordi, professo l'anarchia pe tutti i giorni, tutti i giorni, pensando bene a che fare dei sogni, vita a rate tutta merda pronta Ghighen, quella che iniettate è doppia merda che inibisce le troppe ferite, studiata già dal terzo regno (terzo Reich) pe abbattere vite, per il controllo globale, senti sto schiavo che ride, sto fuori, no microcippato stronzo, non c'è domicilio pe sta merda che distrugge il mondo, capovolgo la mia vita fino a quando percepisci il rischio, so' una falla nel sistema senza il visto come l'anticristo, occhio o piramide, Obama Skull e Bones brama, N doppia W, O, (New World Order) controllo ma oscura la trama, sento l'istinto che chiama, chico la mente che sgama, cibo pe questa savana, damme un bacio kiss mama.

Qui non c'è un finale sicuro, tu mi chiedi qual'è, tutti i giorni combattere là fuori perchè, come è adesso non basta, e non mi basta a me
Qui non c'è un finale sicuro, tu mi chiedi qual'è, lotta al potere dalla banda più larga perchè, tutti i giorni non cambia ma tocca farlo a me.

Qua ci prendono in giro ci trattano da cani,
pensa alla madre che piange il sangue di Carlo Giuliani.
Non mi fido di loro dal giorno che sono nato,
perche Falcone e Borsellino li ha ammazzati lo stato.
Un ragazzo ruba finisce nel penitenziario,
non paga tasse non ce la fa classe da operaio,
Il politico ruba, libero, esce la sera,
con l'auto blu va a puttane, la puttana fa carriera.
Il dottore e il pusher sono uguali,
vendono droghe ma quelle del primo sono legali.
C'è chi dice grazie a Biagi per il precariato,
chi alle brigate rosse perché lo hanno ammazzato.
Sei giovane vai in paesi lontani,
con le tue idee, l'Italia sta in mano agli anziani,
la corruzione infetta tutti Spallanzani,
ma a pagare è solo uno, ricorda Cusani.

Francesco "Ciccio" Giuffrida
Carlo nel cuore
Anno 2005

Ho fame di luci diverse
ho sete di splendide aurore
di giorni di pace di sere più terse
ho un mondo diverso nel cuore

Ho fame di prati puliti
ho sete di ogni colore
di fabbriche aperte di cieli infiniti
ho un mondo diverso nel cuore

Ho fame di immensa speranza
ho sete di onesto furore
di boschi sinceri di calma eguaglianza
ho un mondo diverso nel cuore
Ho fame di antichi futuri
ho sete d'un rosso chiarore
di erigere case di abbattere muri
ho un mondo diverso nel cuore

Ho fame di lotta e di stelle
ho sete di pane e d'amore
d'avere fratelli d'avere sorelle
ho Carlo ragazzo nel cuore.



Canzone scritta per Carlo Giuliani

Lise Grégoire e Landriault
Carlo Giuliani
Inedita

Il n'y a plus anguille sous roche
Le rideau est tombé
Sous le ciel d'Italie
Gênes nous rappelle
Que la vie ne tient à rien
À chaque bout d'un fusil
Qu'importent ces fleurs rouges
Déposées quelques heures
Après l'hémorragie
Si on oublie déjà
À travers la planète
La raison de son cri

Il n'y a plus anguille sous roche
La symphonie des bottes
Martelant le pavé
Réengrosse l'histoire
Accouchant d'un bâtard
Qu'on espérait mort né
Qu'importe ces soirs de veille
À parler de censure
Et de poings non levés
Si on oublie déjà
À travers la planète
Pourquoi ils l'ont tué

Ç'aurait pu être vous
Ç'aurait pu être toi
Un passant qui passait
Un enfant égaré
Mais il n'est pas écrit
Que la prochaine fois
Ce ne sera notre sang
Saignant sous la mêlé

Il n'y a plus anguille sous roche
Le festin des despotes
Salivant sans pitié
Pousse l'arrogance
À refaire préséance
Sur leur bien non fondé
Qu'importe leur ripaille
Nous trouverons la faille
Digéré abré G

L'heure n'est pas si lointaine
Ou la connerie humaine
Trônera par l'épée

Ç'aurait pu être vous
Ç'aurait pu être toi
Un gamin de quinze ans
Une voisine d'à coté
Mais il n'est pas écrit
Que la prochaine fois
Cela ne sera pas notre sang
Saignant sous la mêlé

Il n'y plus anguille sous roche
Le soleil s'est levé
Sous le ciel d'Italie
Si Carlo gît à l'ombre
Il n'est pas une tombe
Qui mérite une vie
Et qu'importe la prose
Qu'importe toutes ces choses
Qui s'écrivent et se disent
Si on ne comprend pas
Qu'à travers la planète
On se militarise

Ç'aurait pu être vous
Ç'aurait pu être toi
Un passant qui passait
Un enfant égaré
Mais il n'est pas écrit
Que la prochaine fois
Ce ne sera pas notre sang
Saignant sous la mêlé

Il n'y a plus anguille sous roche
Le rideau est tombé
Sous le ciel d'Italie
Non c'è più niente da nascondere
Il sipario è calato
Sotto il cielo d'Italia
Genova ci ricorda
Che la vita è legata ad un filo
Ad ogni punta di fucile
Che senso hanno questi fiori rossi
Deposti qualche ora
Dopo l'emorragia
Se si dimentica già
Su tutto il pianeta
La ragione del suo grido

Non c'è più niente da nascondere
La sinfonia degli stivali
Martellanti sul selciato
Rende ancora una volta gravida la storia
Che partorisce un bastardo
Che si sperava fosse nato morto
Che senso hanno quelle sere di veglia
A parlare di censura
E di pugni non alzati
Se già si dimentica
Su tutto il pianeta
Perchè lo hanno ucciso

Sarebbe potuto toccare a voi
Sarebbe potuto toccare a te
Un passante che passava
Un bambino smarrito
Ma non è scritto
Che la prossima volta
Non sarà il nostro sangue
Sanguinante sotto la mischia

Non c'è più niente da nascondere
Il festino dei despoti
Salivanti senza pietà
Spinge l'arroganza
A prevalere
Sulla loro infondatezza
Che importanza ha la loro gozzoviglia
Noi troveremo l'incrinatura
Digerito abbreviato G (gioco di suoni)

L'ora non è così lontana
In cui la fesseria umana
Troneggerà grazie alla spada

Sarebbe potuto toccare a voi
Sarebbe potuto toccare a te
Un ragazzino di quindici anni
Una vicina di casa
Ma non sta scritto
Che la prossima volta
Non sarà il nostro sangue
Sanguinante sotto la mischia

Non c'è più niente da nascondere
Il sole è sorto
Sotto il cielo d'Italia
Se Carlo giace all'ombra
Non c'è una tomba
Che si meriti una vita
Cosa importa la prosa
Cosa importano tutte queste cose
Che si scrivono e si dicono
Se non si capisce
Che su tutto il pianeta
Ci si militarizza

Sarebbe potuto toccare a voi
Sarebbe potuto toccare a te
Un passante che passava
Un bambino smarrito
Ma non è scritto
Che la prossima volta
Non sarà il nostro sangue
Sanguinante sottola mischia

Non c'è più niente da nascondere
Il sipario è calato
Sotto il cielo d'Italia

Jennifer Katharine Griffin and Sean Pearson
VIVA Carlo
(Jennifer Katharine Griffin)
Free in Internet
Agosto 2001
Sometimes words are not enough...
This song is dedicated to Carlo Giuliani and to those protesters still missing.
Please feel free to pass it on and make copies.

Bands on of black, pink, white
Travelling across the night
People from every state
Witness and delegate
of Earth in its silent pain
of children in chains again
Gathered in Genoa
to mourn for our whole sick world

Viva, viva, viva Carlo
Viva, viva, viva Carlo

But the "crowned heads" of Italy
turned blind eyes to fascisti
letting them infiltrate,
agreeing to leash their hate
Carlo, our Labor's son,
took action without a gun
Now crumpled beneath a sheet
His blood flows into the street
Viva, viva, viva Carlo
Viva, viva, viva Carlo
Viva, viva, viva Carlo
Viva, viva, viva Carlo

Later the youth all slept
off shouting and tears they'd wept
Thugs crept into their lull
and woke them by cracking skulls

What of the sixty-three
savaged in Italy?
And what of the dozen more
no one's heard from?

Viva, viva, viva Carlo
Viva, viva, viva Carlo
Viva, viva, viva Carlo
Viva, viva, viva Carlo
Violence is not the way
they'll hear what we have to say
They use it to twist the truth
and split apart every group
But we hold the deeper power
It's growing with every hour
We are their economy
and we own our destiny.

Viva, viva, viva Carlo
Viva, viva, viva Carlo
Viva, viva, viva Carlo
Viva, viva, viva Carlo
Viva, viva, viva Carlo
Viva, viva, viva Carlo
Viva, viva, viva Carlo
Viva, viva, viva Carlo
Viva, viva, viva Carlo
Viva, viva, viva Carlo
© 2001, Jennifer Katharine Griffin and Sean Pearson
Written: July, 30, 2001 at La Casella, Montisi, Italy
First live performance: August 1, 2001 at La Casella, Montisi, Italy
Recorded: August 2, 2001 at Pearson Studio, New York, NY, USA
Words and music, vocals: JK Griffin
Music, guitar, jembe: S Pearson
Mixed and mastered: S Pearson

Francesco Guccini
Piazza Alimonda
Dall'album "Ritratti"
(Francesco Guccini)
Edizioni: Emi Music Publishing Italia S.r.l. / L'alternativa S.r.l.
Marzo 2004

Genova, schiacciata sul mare, sembra cercare
respiro al largo, verso l'orizzonte.
Genova, repubblicana di cuore, vento di sale,
d'anima forte.
Genova che si perde in centro nei labirintici vecchi carrugi,
parole antiche e nuove sparate a colpi come da archibugi.
Genova, quella giornata di luglio, d'un caldo torrido
d'Africa nera.
Sfera di sole a piombo, rombo di gente, tesa atmosfera.
Nera o blu l'uniforme, precisi gli ordini, sudore e rabbia;
facce e scudi da Opliti, l'odio di dentro come una scabbia.
Ma poco più lontano, un pensionato ed un vecchio cane
guardavano un aeroplano che lento andava macchiando il mare;
una voce spezzava l'urlare estatico dei bambini.
Panni distesi al sole, come una beffa, dentro ai giardini.
Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore,
ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.
Per quanti giorni l'odio colpirà ancora a mani piene.
Genova risponde al porto con l'urlo alto delle sirene.
Poi tutto ricomincia come ogni giorno e chi ha la ragione,
dico nobili uomini, danno implacabile giustificazione,
come se ci fosse un modo, uno soltanto, per riportare
una vita troncata, tutta una vita da immaginare.







Uscir di casa a vent'anni è quasi un obbligo, quasi un dovere,
piacere d'incontri a grappoli, ideali identici, essere e avere,
la grande folla chiama, canti e colori, grida ed avanza,
sfida il sole implacabile, quasi incredibile passo di danza.
Genova chiusa da sbarre, Genova soffre come in prigione.
Genova marcata a vista attende un soffio di liberazione.
Dentro gli uffici uomini freddi discutono la strategia
e uomini caldi esplodono un colpo secco, morte e follia.
Si rompe il tempo e l'attimo, per un istante, resta sospeso,
appeso al buio e al niente, poi l'assurdo video ritorna acceso;
marionette si muovono, cercando alibi per quelle vite
dissipate e disperse nell'aspro odore della cordite.
Genova non ha scordato perché è difficile dimenticare,
c'è traffico, mare e accento danzante e vicoli da camminare.
La Lanterna impassibile guarda da secoli gli scogli e l'onda.
Ritorna come sempre, quasi normale, piazza Alimonda.
La "salvia splèndens" luccica, copre un'aiuola triangolare,
viaggia il traffico solito scorrendo rapido e regolare.
Dal bar caffè e grappini, verde un'edicola vende la vita.
Resta, amara e indelebile, la traccia aperta di una ferita.








JMA (Fra Jamb)
Ragazzo
Dall'album "Quotidiano"

C'era un ragazzo fra che un po' come me
sognava di cambiare questo mondo che non c'è
una vita in città del pesto e la focaccia
tu chissà quante volte hai visto la sua faccia
è stato infamato o ricordato tra gli eroi
ma è la madre a dirci che era uno di noi
noi che lo sappiamo come vanno certe cose
quando in mano sogni un mitra se non basta un estintore
poi tutte le parole colpo secco di un grilletto
via la luce del sole ed il cemento come letto
le ruote sul suo corpo mi sto ancora chiedendo
perchè pure scalciarlo mentre stava morendo
vittima dello stato, accusato e condannato
su una pubblica piazza che non ti ha mai scordato
riportato il tuo nome sulla targa in quel palazzo
Piazza Carlo Giuliani, Ragazzo

Rit:
Ora le gente non scappa più
lancia quel sasso dai un fatto alla tv
ora la gente non scappa più
prende coscienza in piazza
e si rivede su youtube
troppe botte ossa rotte manganelli e gas cs
risposte coi bastoni con i caschi sulle teste
la fuga si è fermata tutti fronte ad un cordone
in strada una maglietta con sopra il tuo nome
Sono passati dieci anni
ancora tutti assolti dopo tutti questi danni
non provare a darmi una motivazione
non rispetto una divisa che difende la nazione
ma quale difesa è una resa drappo bianco
colorato di rosso come il sangue di chi è stanco
di ogni abuso che sicuro poi resterà impunito
casco blu lo maledico vai di sasso e terzo dito
mai capito il motivo di un silenzio generale
indignazione zero per chi spara resta tale
tutto uguale è banale se c'è scappato il morto
la gente resta e si scorda dopo un giorno
basta poco due parole come due enormi suole
schiacciano la verità che brucia più del sole
le persone che c'ho attorno stando assieme lo sappiamo
se teniamo il tuo ricordo non sarai morto invano

Rit:
Ora le gente non scappa più
lancia quel sasso dai un fatto alla tv
ora la gente non scappa più
prende coscienza in piazza
e si rivede su youtube
troppe botte ossa rotte manganelli e gas cs
risposte coi bastoni con i caschi sulle teste
la fuga si è fermata tutti fronte ad un cordone
in strada una maglietta con sopra il tuo nome


Jurassic Rock
In Genoa
(Joanne Maloney)
Inedita.

That’s my boy, that’s my boy
Gone to Genoa to tell the world to share
Gone to Genoa to say it in the square
That babies shouldn’t die of hunger,
People can control their anger
We can make a better world, if we try
Now angry young men in the streets are runnin’
A policeman, someone’s son, guns them
And the news man, he just tells us half a lie
About Genoa, and what’s going down
In Genoa in the middle of town
Garbage cans and cars get burned
Politicians act concerned
People break and bleed, when will we learn?
That money, it just cheapens time
And somewhere along down the line
What goes around will surely come around
In Genoa in the middle of town
That’s my boy, That’s my boy
Gone to Genoa to tell the world to share
…to Genoa to say it in the square
That babies shouldn’t die of hunger,
People can control their anger
A different world will come, just like a flood
People, you know we really could
take this earth and make something good,
Lift the human race up from the mud
That’s my boy, That’s my boy
Gone... in Genoa... in a pool of blood.
babies shouldn’t die of hunger...
we can make a better world, if we try.
 
that’s my boy, that’s my boy
Quello è il mio ragazzo, quello è mio figlio
Andato a Genova, per dire al mondo di condividere il mondo
Andato a Genova, per dirlo in piazza:
Che i bambini non devono morire di fame;
Che le persone possono controllare la propria rabbia
Che riusciremo a fare un mondo migliore, se ci proveremo
Ora, giovani oltraggiati corrono per le strade
Un poliziotto, il figlio di qualcuno, li spara
E il giornalista ci dice solo mezze verità
Su Genova, e ciò che succede
A Genova, in mezzo alla città
Bidoni e macchine vengono bruciati
I politici ostentano preoccupazione
Ma le persone si spezzano e sanguinano
Quando impareremo?
Che il denaro, in realtà, scredita il tempo
E che prima o poi, si raccoglierà ciò che si è seminato
A Genova, in mezzo alla città
Quello è mio figlio, quello è mio figlio
Andato a Genova, per dire al mondo di condividere il mondo
Andato a Genova, per dirlo in piazza:
Che i bambini non devono morire di fame;
Che le persone possono controllare la propria rabbia
Che un mondo diverso verrà, come un diluvio
Gente, sapete, potremmo veramente
Prendere questa terra e farne qualcosa di bello e
Innalzare la razza umana dal fango
Quello è mio figlio, quello è mio figlio
Se n’è andato... a Genova... in un lago di sangue
i bambini non devono morire di fame...
possiamo fare un mondo migliore, se ci proviamo
 
quello è il mio ragazzo, quello è mio figlio



Kevlar
Dove vai ragazzo
Dall'album "Piazza Carlo Giuliani ragazzo"
(Roberto Giuliani, Paolo Morbini)
(Il testo del ritornello è tratto da una poesia di Carlo)
Edizioni: Edizioni Ishtar S.n.c.
Luglio 2002

Dove vai dove vai ragazzo
lascia stare non fare il pazzo
la vita è bella il sole il mare
che t'importa non t'immischiare

Il sole il mare l'estate avanza
è una follia questa loro arroganza
hanno blindato la mia città
anche la libertà


Dove vai dove vai ragazzo
attento il gioco si fa grosso
che ti importa del tuo vicino
lascialo andare al suo destino

Il mio vicino è mio fratello
sotto i colpi di manganello
non è soltanto la mia città
anche la dignità


"tante cose segnano una vita
e tante vite segnano qualcosa
qualcosa che verrà"
"tante cose segnano una vita
e tante vite segnano qualcosa
qualcosa che verrà"
Dove vai dove vai ragazzo
non raccogliere quel sasso
non è un gioco da bambini
quelli hanno occhi da assassini

La vita è bella il mare il sole
bruciano in bocca le parole
l'ingiustizia brucia di più
lo sai anche tu


"tante cose segnano una vita
e tante vite segnano qualcosa
qualcosa che verrà"


I miei occhi per vedere
tutte le strade per camminare
correre sul mare
un mondo da sognare… sognare… sognare…

"tante cose segnano una vita
e tante vite segnano qualcosa
qualcosa che verrà"
"tante cose segnano una vita
e tante vite segnano qualcosa
qualcosa che verrà"

Krikka Reggae
Caso archiviato
Dall'album "Da mò savàl"
(Emanuele A.V. Tataranno)
Edizioni: Big Square
Anno 2005

Caso archiviato
luglio 2001 non c'è mai stato
sento il dolore che mi spezza il fiato
ordine riportato, sai chi ha sparato?
è già tutto insabbiato

Che l'ingiustizia faccia il suo corso
che scomparisca la verità
foto, filmati e testimonianza
distrutti dalla repressione e l'intolleranza
mendr u'potend ca s'jengh la panza
discute solamente dell'alta finanza
dei diritti umani lui chissà cosa pensa
mentre il popolo fuori ne è già rimasto senza






Caso archiviato
luglio 2001 non c'è mai stato
sento il dolore che mi spezza il fiato
ordine riportato, sai chi ha sparato?
è già tutto insabbiato

Nu fium dh cristian ca manifest
stanca e insoddisfatta adesso alza la testa
strumentalment in paragon a nu terrorist
divisa, casco, scudo ti preparo la festa
calc, cazzott, maganell e lacrimogeno
per la democrazia na boccata d'ossigeno
e se poi parte un bel colpo a sorpresa
non preoccuparti sai è legittima difesa

Caso archiviato
luglio 2001 non c'è mai stato
sento il dolore che mi spezza il fiato
ordine riportato, sai chi ha sparato?
è già tutto insabbiato




Alessio Lega
Dall'ultima galleria
Dall'album "Resistenza e amore"
Nota Music Targa Tenco Opera Prima
Anno 2004

E poi dall'ultima galleria, sembra mai più poter riaprirsi il sole
e quando luccica sul fondale dalla rugginosa ferrovia
dalle budella della grande vedova diritto in faccia a un muro alto
Porta Principe in un sussulto ti vomita addosso a Genova...

Io quando tornerò a Genova per prima cosa col caffè di rito
nel piazzale della stazione, dal baracchino il passo addormentato
lo muoverò per riconquistare la dignità di me stesso al mondo
ed il dovere di camminare a testa alta guardando il fondo

guardare a fondo, guardare il mare, guardare il punto fermo sull'abisso
vedere tutto, tornare, urlare, fronte spezzata da un chiodo fisso
fronte spaccato, fronte diviso, fonte che annega al pozzo San Patrizio
del mare rosso del nostro sangue plebeo che soffoca nel precipizio,
che soffoca nel precipizio...

Quando ritorneremo a Genova ritorneremo sopra la criniera
bianca dell'onda che si frange al frangiflutti che mangia la sera
e scuote il senso del presente, della memoria che si schianta
quando Genova ritornerà quella del luglio del sessanta

Quando ritorneremo a Genova e quando Genova sarà tornata
quando torno, torno al nostro inverno la resistenza verrà dichiarata
quando in tutto quest'inferno ritroveremo i nostri sentimenti
verremo in braccio alla natura, verremo sopra i quattro elementi...

Chi siamo noi? Ora siamo il mare, il mare nero che si scatena
che si rovescia sopra al porto, sopra al porco che lo avvelena
il mare più salato che ci avete fatto lacrimare
date un bacio ai vostri candelotti, giusto prima di affogare.
Chi siamo noi? Ora siamo il vento che non potete più fare ostaggio
aria libera dai mulini, dalle catene di montaggio
il vento che spazzerà via, cancellerà l'orma dei vostri passi
che schianterà muri e sbarre scatenandosi per Marassi

Chi siamo noi? Ora siamo il fuoco che non avete mai domato
quello che brucia in fondo agli occhi di questo grigio supermercato
quello che cortocircuita i fili dell'allarme e del divieto
mentre noi spargeremo sale sulle rovine di Bolzaneto

Chi siamo noi? Ora siamo la notte, la luna persa dei disperati
dice il poeta "Quande cade un uomo si rialzano i mercati"
e per quest'uomo di eterna notte, per questa luce che se ne muore
aspetteremo che il sole sciolga il blocco nero che portiamo in cuore...

E così torneremo a Genova, così ritorneremo a Genova
così libereremo Genova, così saremo liberi a Genova...

Io quando tornerò a Genova per prima cosa col caffè di rito
l'enorme samovar della tristezza, che sta bollendomi dentro al fiato
questo dolore che mi ha tradito, la grande sagoma del lutto
queste lacrime che ho mascherato, questo dolore che tengo stretto...

e in una Genova liberata, senza chiusura, senza spavento
senza sott'occhio la via di fuga, senza dolore, senza sgomento
avrà senso cadere in ginocchio, alzare e prendersi le mani
piangere in piazza Alimonda... pardon in Piazza Carlo Giuliani...





La Resistenza
Non dimentiCarlo
Enrico Cervellera, Damiano Rielli e Giuseppe Iaia

Scrivo dei fatti del g8 che ho scoperto e che oggi schifo,
dei torti di quel luglio maledetto c'è il sospetto, lo ammetto,
che tutto sia un copione già scritto e non detto l'autore del soggetto.

Penso ai tanti andati lì sperando di manifestare,
ai giovani picchiati armati solo di ideali,
ma quale "diritto di sfilare" se un tonfa alle spalle ti manda all'ospedale.

Io sono quel dottore, piegato dal dolore,
che impreca e piange ed ha già lo sguardo del terrore,
io son quel ragazzo che fugge dalla piazza
e in sette lo raggiungono e gli spezzano le braccia.

Genova, Genova - io non c'ero ma ci credo
Genova, Genova - che qualcosa è andato storto
Genova, Genova - io non c'ero lì sul porto,
ma Genova, Genova, Genova, Genova...

Vita ne parla quasi fosse stato tutto una partita,
ma dica, in quale sfida onesta ci sta un colpo alla testa
che passa per svista e qualcuno protesta "era fallo di mischia".
Vedo camionette pazze contro muri di persone,
che fuggono smarrite senza darsi una ragione
e un altro elicottero mi romba sulla testa... e indica la mia posizione.

Io sono quella tipa che cade senza vita,
colpita a morte e chissà dove poi sia finita,
io sono lo straniero picchiato a Bolzaneto
in piedi da trent'ore contro un muro che non vedo.

Rit.

Io sono in quella scuola, col passaporto in mano,
la storia lo chiamerà "macello messicano",
io sono in quel cortile dove non c'è più luce,
bruciato da mille gas che tagliano la voce,
io sono quel ragazzo che tocca un estintore,
che s'era alzato al mattino e gli batteva il cuore,
io sono quel bambino che alza un estintore
e già non c'è più il colpo nel tuo caricatore





Los Fastidios

Rabbia dentro il cuore
(A Carlo Giuliani)
Dall'album "Guardo avanti"
(Enrico, Paolino, Lippo, Elena, La zia)
Edizioni: Kob Records e Mad Butcher Records

Quante volte rivedrò
le scene di quei giorni
Quante volte sentirò
le sirene attorno a me
Barricate nelle strade:
rabbia dentro il cuore
Quante volte rivedrò quel
sangue sull'asfalto
Quante volte sentirò le loro
danze di guerra
Divise blu che avanzano:
rabbia dentro il cuore
MILLE PUGNI AL
CIELO... ...PER TE!


Lucci Brokenspeakers
La collina
Dall'album "Brutto & stonato"
Prod. Ford 78
Registrato, mixato e masterizzato da Squarta al Rugbeats studio di Roma
Regia video: Niccolò Celaia
Aiuto regia: Antonio Usbergo

Dimmi dov'è andato Carlo, schifato da sto mondo aveva voglia di cambiarlo
durante quell'estate mentre molti erano in viaggio
rimase in prima linea, un misto di incoscienza e di coraggio

Dimmi tu che fine ha fatto Federico, da solo quella notte, senza nessun amico
ha incontrato quattro stronzi con la legge sul vestito
hanno spezzato i manganelli, per mostrargli che cos'è proibito
Dimmi dove sta Vittorio, che ci ha insegnato che restare umani adesso vale più dell'oro
e migliorare il mondo 'che è uno solo, e non c'è razza, il male viene da qualunque uomo

Dimmi dove è andato Giovanni, dove sta? la vita spesa per un obbiettivo e contro una mentalità
che ha strozzato una regione e una città, puoi mettere le bombe, ma ammazzi l'uomo mica l'onestà.

dormono, dormono sulla collina
loro dormono, dormono sulla collina
loro dormono dormono sulla collina, raccontano la vita a chi li sopra ci cammina.

Dimmi dove sta Valerio, forse insieme a Carla, dopo trent'anni finalmente potrà riabbracciarla
la verità è di piombo, non viene a galla, ma finchè si ha forza in petto non si smette di cercarla

Dimmi dove è andato Stefano, lui dove sta', ha fatto errori come tanti dentro a sta città
è scritta rosso sangue, l'infinita lista di chi ha perso tutto non soltanto la sua libertà

Dimmi dove sta Eluana, dov'è adesso? il corpo a volte è la prigione col muro più spesso
e non c'è religione, scienza o legge che decide meglio di chi ti ama cosa è giusto per te stesso

Dimmi dov'è andato Mario che ce l'ha spiegato, che la speranza qua è una trappola e resti incastrato
solo gli stronzi muoiono, disse una volta, gli altri vivono per sempre dentro i cuori di chi hanno lasciato.

dormono, dormono sulla collina
loro dormono, dormono sulla collina
loro dormono dormono sulla collina, raccontano la vita a chi li sopra ci cammina.


Lynched
Carlo Giuliani
Track 7 from the 2003 album 'Where Did We Go Wrong?!'
The Lynch brothers' first full-length recording.

As the dry soil crumbles away 'neath my toes
I'm tempted to think of that poor boy's bones
As they cracked and they snapped 'neath the weight of those wheels
That poor bleeding boy, how did he feel?
And those cretinous monsters who tore out his soul
Just let those wheels roll and roll
How does it feel to be shot and then crushed
To have your pure anger so viciously hushed?
I think it's the same as I feel every day
As those bastards try to take our freedom away...


Malasuerte Fi*sud
Il mio nome è Carlo
Testo e musica di Massimo Ricci
Anno 2002

Sono sempre stato un tipo un po' ribelle
la rabbia e l'ingiustizia scolpite sulla pelle
insieme a tanta gente son sceso giù per strada
il clima la rendeva una giornata strana.

Cordone colorato, colore universale
cantando tutti in coro l'Internazionale
la fame della gente mi ha spinto a dimostrare
per quel che non va bene è giusto protestare.

A me batteva il cuore anche per un pallone
portavo una bandiera come testimone
era il ventuno luglio del duemilauno
la vita non potete toglierla a nessuno.

C'ero anch'io quel giorno in quella cazzo di città
ho visto delle cose che in TV mai si vedran,
non eran zone rosse, erano zone nere,
non eran blokki neri, erano carabinieri
Poi da quella jeep è spuntata una pistola
disarmato ho preso subito un estintore
e ho sentito i colpi che han cambiato
all'improvviso il mio colore.

Son caduto a terra senza forze
ma la polizia ha fatto allontanare anche quel dottore
e han tentato di nascondermi
dietro gli scudi del dolore.

Questa volta non è colpa mia
in quella piazza troppa polizia
questa volta non è colpa mia
un compagno ci han portato via!







Malavida
20 luglio
Testo e Musica MALAVIDA
Voce Alessio (ATARASSIA GROP)
Organo Fabio Verdini (GANG)

Facce conosciute di una brutta storia
maledetto il giorno di qualche tempo fa
lui era lì con la sua rabbia in corpo
nonostante la sua giovane età
un film già visto sembra un'ovvietà
feccia infiltrati polizia a provocar
inizian le cariche, barbarie d'altra età
la belva è liberata, chi ci salverà?

Scappa da lì non ti fermare
Scappa dal colpo che ti ucciderà
Scappa da lì non ti voltare
La mattanza è iniziata e non ti fermerà

Vergogna era il grido e giù a manganellar
la mattanza era iniziata e le Tv a filmar
nessuna vergogn nessuna pietà
eran così sicuri della loro impunità
la legalità non è qui di casa
Bolzaneto tra poco arrivarà
e la notte cosa porterà
di lì a poco la Diaz arriverà
Scappa da lì non ti fermare
Scappa dal colpo che ti ucciderà
Scappa da lì non ti voltare
La mattanza è iniziata e non ti fermerà

Lotta dura sempre sarà
finché al verità a galla non verrà
nessuna indulgenza, nessuna pietà
noi vogliamo giustizia e libertà
Lotta dura sempre sarà
finché al verità a galla non verrà
nessuna indulgenza, nessuna pietà
noi vogliamo giustizia e libertà.











Modena City Ramblers
La legge giusta
Dall'album "Radio Rebelde"
(Stefano "Cisco" Bellotti, Massimo Ghiacci, Franco D'Aniello)
Edizioni: Essequattro Music Italia S.r.l./ Universal Music Italia S.r.l./ Warner Chappell Music Italy.

Piccolo bastardo infame
guarda cosa hai combinato
con tutte le tue bandiere
e con i tuoi cortei
con il tuo Che Guevara
e le canzoni di ribellione
credi davvero che ancora qualcuno
voglia ascoltare la tua voce

Le auto sputano lingue di fuoco
le strade piangono lacrime nere
sulle pagine dei giornali
hanno già i titoli pronti

Puoi nasconderti nei cortili
o fuggire per le scale
tanto arriveremo
e poi faremo festa
con le tue foto e i tuoi filmati
con i tuoi slogan e i pugni alzati
credi davvero che ancora qualcuno
voglia ascoltare la tua voce

Le auto sputano lingue di fuoco
le strade piangono lacrime nere
sulle pagine dei giornali
hanno già i titoli pronti
Genova brucia con il tuo sasso
qualcuno muore proprio adesso
l'Italia cade con il tuo sasso
un colpo esplode non è reato
il dollaro sale è un attentato
la borsa crolla con il tuo sasso
Milano trema le tute bianche
il Parlamento con il tuo sasso
vota la legge giusta
vota la legge giusta

Un giorno sul ponte di Messina
passeremo con le jeep
ricorderai che non si scherza
con chi decide e chi comanda
i tuoi amici marocchini
e quei finocchi intellettuali
farete meglio a stare zitti
se tenete alla vostra testa

Le auto sputano lingue di fuoco
le strade piangono lacrime nere
sulle pagine dei giornali
hanno già i titoli pronti

Genova brucia con il tuo sasso
qualcuno muore proprio adesso
l'Italia cade con il tuo sasso
un colpo esplode non è reato
il dollaro sale è un attentato
la borsa crolla con il tuo sasso
Milano trema le tute bianche
il Parlamento con il tuo sasso

vota la legge giusta
vota la legge giusta
vota la legge giusta
vota la legge giusta



Officina Finistère
Luglio
Dall'album "Il guscio"
(Testo: Francesco Marchetti, Musica: Enrico Vasconi)
Autoprodotto
Anno 2012

Calpesterò il tuo diritto a respirare,
calpesterò la tua voce fino a sera
e il tuo sorriso da animale,
il tuo coraggio, la tua miseria.

Calpesterò ciò che conservi in fondo al cuore,
poi colpirò il tuo bracciale e la criniera.
Calpesterò qualcosa in cui potrei cadere,
che non conosco, che fa rumore.

Calpesterò il tuo livore da accanito,
calpesterò il tuo estintore, a mani alzate
e senza rimorso il tuo vestito.
Calpesterò per non lasciarmi calpestare.
Calpesterò senza paura il tuo cognome,
perché il tuo nome non riesco più a scordarlo.
Calpesterò se sarà il caso anche tuo padre,
avrò abbastanza piedi e l'animo per farlo.

Calpesterò il tuo diritto a respirare.
Calpesterò, com'è vero che ti guardo.
La mia divisa mi dà questo diritto
e la paura mi rende più gagliardo.

Calpesterò senza paura il tuo cognome,
perché il tuo nome non riesco più a scordarlo.
Calpesterò se sarà il caso anche tuo padre,
avrò abbastanza piedi e l'animo per farlo.

Renato Franchi & Orchestrina del Suonatore Jones
Genova, 20 luglio 2001 - Ballata per Carlo Giuliani, ragazzo
Dall'album "Sogni e Tradimenti"
(Renato Franchi, Giovanni Arzuffi, Carlo "Manolo" Cilibrasi, Marta Franchi, Giorgio Macchi, Roberto D'Amico, Viky Ferrara, Elena Lavazza, Davide Saccozza)
Edizioni: Storie di Note S.r.l.
Anno 2006

Ho visto cieli azzurri e strade colorate
la bella città sul mare trafitta dalle barricate
ho visto la speranza di mille parole nuove
cadere nella strada piegarsi sotto il sole
cadere nella strada e poi rialzarsi con il sole

Ho visto giorni crudeli massacrare Ilaria Alpi
il passo della guerra e il traffico di armi
ho visto i bei vent'anni di Carlo Giuliani
i sogni di un ragazzo il suo sorriso nel domani
cadere sull'asfalto con i suoi anni nelle mani

Ho visto nel bosco scuro passare la lepre pazza
la strage di Bologna, Milano e la sua piazza
ho visto rose e lacrime Borsellino con Falcone
gli angeli di Ustica ali spezzate in fondo al mare
gli angeli di Ustica scomparsi in fondo al mare



Ho visto il maggio offeso di piazza della Loggia
i morti di Reggio Emilia e una vecchia contessa
ho visto il treno Italicus la nuova borghesia
la notte dei lunghi coltelli colpire la democrazia
la notte dei lunghi coltelli il sangue della scuola Diaz

Ho visto dentro un sogno il cuore del partigiano
cantare Dio è morto un vecchio col bambino
ho visto bella ciao dare un fiore a Che' Guevara
gli occhi di Fabrizio piangere nella sera
gli occhi di un piccolo principe chiudersi nella sera


Ho visto sotto il cielo Genova insanguinata
la dolce città sul mare chiusa da una barricata
ho visto l'allegria di mille parole nuove
uccise dalla violenza schiacciate contro il sole
uccise dalla violenza ma poi rialzarsi con il sole




Pseudofonia

Sopravviverò (ma questo non è il Cile)
Dall'album "Piccole vite da decifrare"
(Francesco "Lallo" Bellizzi, Antonio "U bu" Bucci, Michele "Konga" Rendine, Ruggiero "Gigione" Filacaro, Mario "C" Canfora, Niky Dell'Anno, Ugo Roberto "Petrolini" Solimando, Fabio "Manu Cano" Mancano)
Edizioni: UPRFOLK/Edel
Anno 2004

Se dovessi rivedere per un'ora quelle scene di dolore
quelle ingiuste quelle forti che si tingono di rabbia e di sudore
ti direi che non è mia questa filosofia che è sposa del terrore
ma oggi comunque, sopravviverò

Se potessi cancellare dalla storia quelle facce di stupore
quegli sguardi come il ghiaccio nella piazza dove si spegneva il sole
gli animali più feroci nello scontro fermi come a confermare del momento
l'assoluta gravità

Se sapessi disegnare questo sdegno potrei forse riposare
cancellando certe angosce in un rifugio come un nido surreale
nei miei quadri quelle voci e le sirene ora son persi in fondo al mare
e forse anche per questo io sopravviverò

Alle frasi comode e troppo ascoltate, alle scuse digerite con la voglia di lasciarsi andare e vorrei vomitare sulle storie di Alimonda perché questo non è il Cile
Sopravvivo allo sconcerto mentre parla quell'esperto, di violenza e non capisco, cosa centri l'intelletto col rispetto per la vita, spengo allora e non aspetto partirò non so ancora bene quando di sicuro me ne andrò

Punkreas
WTO
Dall'album "Falso"
(Paolo Pomponio)
Edizioni: Midasol
Giugno 2002

Vi narrerò una storia strana
Quella di un re di origine texana
Al comando di un gruppo di criminali
Uniti tra loro da sporchi ideali
Conquista del mondo e le sue risorse
Sfruttamento zone rosse
Sembrava un romanzo ma è tutto vero
Compreso un finale tinto di nero

Per non dimenticare quello che è stato
Un omicidio globalizzato
Dal sangue sparso per le città
Non ci saranno inchini a sua maestà

Continuerò con questa storia
Ho sempre sofferto i vuoti di memoria
Causati dal male l'informazione
La voce distorta difende il padrone
Trasforma quel giorno in gran successo
Tralascia i pestaggi gli arresti il decesso
Ti mostra una cena tra i capi di stato
Ma tra le portate c'è un morto ammazzato
Per non dimenticare quello che è stato
Un omicidio globalizzato
Dal sangue sparso per le città
Non ci saranno inchini a sua maestà

E tra le lacrime e le botte ho visto anche morire
Per una sigla che non so che cosa voglia dire
WTO viva il terrorismo organizzato
Non può essere che questo il suo significato

Per non dimenticare quello che è stato
Un omicidio globalizzato
Dal sangue sparso per le città
Non ci saranno inchini a sua maestà




Rancore

Quel giorno di luglio
(fabrizio/alessandro/andrea/davide)
Inedita.
l.o.a. Acrobax INDEPENDENT MUSIC FESTIVAL 25 maggio 2012

C'è gente che combatte
per un mondo migliore
Qualcuno ha già capito
che così si muore
Contro ogni sfruttamento
e da oggi anche in tuo nome
Il grido ora e sempre sia
rivoluzione

Che non si veda niente
nè sporco e nè mutande
Ma non importa se si sparge
un po' di sangue
A quello si è abituati
scoraggia e poi reprime
Non ci si venga a dire
che non è un regime


Se poi non basta questo
infiltran tra i pezzenti
Squadristi cani sciolti
e servi dei potenti
con rabbia c'è chi scappa
con rabbia c'è chi sfonda
Chi c'ha paura scappa
e chi c'ha rabbia sfonda
C'hanno ammazzato a tutti
a piazza Alimonda

Ma per chi sta in poltrona
le verità son pronte
Carlo un po' troppo
PunkBeSTia o delinquente
Ma chi era non importa
e non si apra bocca
E da domani avanti un altro
a chi tocca?


Riserva Rossa
Per non dimentiCARLO
(Andrea Sigona)
Inedita.

Un uomo disteso da solo
un grido un lamento di un volo
colpito nel ventre del cuore
un segno un mistero che muore
il cielo restò fermo a guardare
sull'onda più lunga del mare
il fumo cancellò il tuo ritorno
... maledetto maledetto quel giorno

... per non dimentiCARLO!

la guerra non è partigiana
se a freddo di colpo ti sbrana
che gelo quel giorno di luglio
che notte che notte di imbroglio
le grida le urla da fuori
che infamia signore e signori
i colpi gli sbagli gli spari
coperti dal vento i sicari
... per non dimentiCarlo!

un uomo un uomo una voce
un uomo un figlio una croce
braccato da ombre potenti
un'anima lasciata davanti
... chissà se un bel giorno domani
saremo ancora preda per cani

LA LOTTA CONTINUA
LA LOTTA CONTINUA!
LA LOTTA CONTINUA
LA LOTTA CONTINUA!

... per non dimentiCarlo!


Vito Rorro (con Mayda Guerzoni)
Dalla foce al porto (ciò che non siamo)
Dall'album "Piazza Carlo Giuliani ragazzo"
Edizioni: Edizioni Ishtar S.n.c.
Luglio 2002

Guarda il mondo coi miei occhi... vai nel mondo coi miei piedi
ama il mondo col mio cuore… porta al mondo la mia vita
prendi in mano la mia storia… prima che sia nebbia e stato
quando ci sarà vittoria... io sarò fra chi ha creduto
quanti fiori e quanti amori... ho incontrato per le strade
quanti sogni ho respirato… quanti non li ho mai contati
io li ho visti rifiorire... quando a Genova c'è il sole
mi son detto in questo giorno... è impossibile morire

La brutalità sulla mia pelle… Nuova libertà che sale… sale… sale…



Sotto i grandi riflettori... le speranze per il mondo
otto grandi incantatori… e un rigurgito profondo
polizia che sta fumando... e allacciandosi i bottoni
polizia che quando è notte... non si tengono riunioni
ma i ragazzi di corteo... che si stringono la mano
hanno zoccoli e canzoni... per andare piu lontano
io li ho visti rifiorire... quando a genova c'è il sole
mi son detto in questo giorno... è impossibile subire... soffrire... fallire

La brutalità sulla mia pelle… Nuova libertà che sale… sale.... sale…

Guarda il mondo coi miei occhi… ruba al mondo il tuo futuro
perche ciò che noi non siamo… è ciò che noi non vogliamo.

Marco Rovelli
Carlo Giuliani
Inedita

Era il 20 di luglio nella città blindata
un pugno di signori dietro a una cancellata
ma nelle strade gridavan già
in centomila la libertà

I popoli del mondo a Genova riuniti
erano a protestare contro gli otto banditi
di zone rosse chiuse al patir
noi non vogliamo mai più sentir

Il sole a precipizio I colori sulle bandiere
ma dentro la questura ancora camicie nere
il movimento ora lo sa
che qui è in gioco la libertà

In via Tolemaide corteo autorizzato
da mille poliziotti a freddo è caricato
i manifestanti restano là
non ci strapperanno la dignità
I corpi fanno muro alla feroce violenza
i corpi si fan scudo diritto di resistenza
ma nelle strade intorno alla via
continua a infuriare la polizia

Mentre in piazza Alimonda jeep di carabinieri
fende la folla e offende i corpi ed i pensieri
mentre un ragazzo fragile sta
dietro al defender e non se ne va

Sfrecciano le sirene son mute quelle del porto
per le strade si grida uno di noi è morto
era un fratello immenso è il dolor
Carlo il suo nome ci sta nel cuor






Rude Pravo
20 Luglio 2001
Dall'album "Non mi pento"
(Gus Ramone, Trebbo, Sandro Piu, Romano Bedetti, Luca (Lupo) Toppini)
Edizioni: Kob Records / Mad Butcher Records

Non era un giorno né di guerra né di eroi
Ma solo di 300.000 sognatori
Che credevano che senza armi né violenza
Potesse nascere un mondo migliore

Ma tutto questo può fare paura
A chi governa per denaro e per potere
A chi crede che progresso e profitto
Siano più importanti della vita umana

Ma non è così, no non è così

Già dal mattino la città si era riempita
Di colori di musica e di cori
Che gridavano la rabbia di chi
Non ha più neanche il diritto di parlare

E di dire che non vuole la pietà
Di chi li sfrutta e di chi li opprime
Ma di un vero lavoro e dignità
E un futuro per i propri figli

Ma non è così, no non è così

Poi uno sparo si è sentito all'improvviso
Per un attimo il mondo si è fermato
Dal suo volto è scomparso quel sorriso
Ma il suo cuore batte ancora dentro noi



Tutto era pronto previsto studiato
Con i black block sempre liberi e protetti
Mentre chi stava con le mani alzate
Veniva preso colpito e massacrato

Lacrimogeni e pestaggi su chiunque
L'importante era intimorire chi
Crede ancora che un mondo diverso
Sia possibile

Sarà così, sarà così

Poi uno sparo si è sentito all'improvviso
Per un attimo il mondo si è fermato
Dal suo volto è scomparso quel sorriso
Ma il suo cuore batte ancora dentro noi

Ma il suo cuore batte e lotta ancora dentro noi

Fu proprio il 20 di luglio
In un giorno d'estate e di sole
Che scese la notte su uno di noi

E sempre in quei giorni di luglio
Dall'alto un ordine fu dato
Libertà di sparare su chi è disarmato

E proprio il 20 di luglio
Un ragazzo venne assassinato
Era Carlo ucciso dalla mano dello stato
Carlo ucciso dalla mano dello stato


Andrea Sisti
Non ricordo più del mare
Dall'album "Piazza Carlo Giuliani ragazzo"
Edizioni: Edizioni Ishtar S.n.c.
Luglio 2002

Non ricordo più del mare
non ricordo più l'odore
e l'assenza del ricordo
fa più male del dolore
fa più male dentro me
fa più male senza me.

Il mio nome è la memoria
di chi ascolta la coscienza
destinato dalla Storia
ho capito in un momento
che un pensiero può viaggiare
anche se va contro vento.

Genova lo sai
tante vite in una storia
perché si lotta e muore
tutti uniti
per un credo e la memoria
Genova dicevo
non è un'idea come un'altra
e non è un'idea come un'altra







Sono qui sdraiato a terra
và di fretta la mia vita
mentre il sangue dentro brucia
mi si appanna anche la vista
ma un sorriso mi sorprende
so che non morirò per niente.

Quel che lascio a te fratello
è il lottare per un sogno
ai miei cari lascio tutto
molto più di un solo lutto
ma è l'orgoglio per un figlio
e il suo seme è già un germoglio

Genova lo sai
tante vite in una storia
perché si lotta e muore
tutti uniti
per un credo e la memoria
Genova dicevo
non è un'idea come un'altra
e non è un'idea come un'altra

Non ricordo più del mare
non ricordo più l'odore
e l'assenza del ricordo
fa più male del dolore
fa più male dentro me
fa più male senza me.


Ska-p
Solamente por pensar
Dall'album "Incontrolable [En directo]"
(Pulpul, Kogote, Julio, Joxemi, Pipi, Luismi)
Edizioni: BMG Music Spain, s.a.

Ahí llega un coche oficial
con su bandera nacional
medidas de seguridad
POLICÍA NACIONAL
Al otro lado acción
es una manifestación
son antiglobalización
CADA DÍA SOMOS MÁS
CADA DÍA SOMOS MÁS

YA ESTÁ BIEN, HAY QUE MATAR LA BESTIA
DISPERTAD DE VUESTRA INDIFERENCIA
EL PODER CORROMPE LAS CONCIENCIAS
UNETE, AÚN QUEDA RESISTENCIA!

La cumbre ya terminó
ya ha comenzado el mogollón
hay más monos que en el zoo
PROTEGIENDO AL CRIMINAL
Es evidente la opresión
la policía disparó
Carlo Giuliani pagó
LA VIOLENCIA POLICIAL DE UN ESTADO CRIMINAL

YA ESTÁ BIEN, HAY QUE MATAR LA BESTIA
DISPERTAD DE VUESTRA INDIFERENCIA
EL PODER CORROMPE LAS CONCIENCIAS
UNETE, AÚN QUEDA RESISTENCIA! RESISTENCIA!

EH OH, NO CALLES
EH OH NO TE CALLES
Arriva l'auto ufficiale
La sua bandiera nazionale
Misure di sicurezza
POLIZIA NAZIONALE
dall'altra parte in azione
c'è una manifestazione
sono antiglobalizzazione
OGNI GIORNO SIAMO DI PIU'
OGNI GIORNO SIAMO DI PIU'

BASTA COSI'
C'E' DA AMMAZZAR LA BESTIA
DESTATI DALLA TUA INDIFFERENZA
IL POTERE CORROMPE LA COSCIENZA
UNISCITI, C'E' ANCORA RESISTENZA!

Il culmine è terminato
L'agitazione dilagò
Ci sono più "scimmie" che nello zoo
PROTEGGENDO IL CRIMINALE
È evidente l'oppressione
La polizia ha fatto fuoco
Carlo Giuliani pagò
LA SPORCA TIRRANNIA
DI UNO STATO DI POLIZIA

BASTA COSI'
C'E' DA AMMAZZAR LA BESTIA
DESTATI DALLA TUA INDIFFERENZA
IL POTERE CORROMPE LA COSCIENZA
UNISCITI, C'E' ANCORA RESISTENZA! RESISTENZA!


Skruigners
200701
Dall'album: "Finalmente Vi Odio Davvero"
Edizioni: Tube records
Anno 2002

Ucciso un altro sogno quel giorno di luglio,
la voce spezzata
chi non piega la testa va tolto di mezzo
nel modo più veloce

due colpi ed è tutto finito
un uomo è già un pezzo d'asfalto
hanno tutto il diritto di uccidere
in nome dello stato.

guardali e sputa, guardali e sputa
pensa, rifiuta!
agisci come vuoi
ma non dimenticare.

Taranta Terapy
A Carlo
Inedita
(Vladimir Costabile)

T'averra vulutu canuscia, ma nun'ai'fatt'a tiempu
E mo sientu lu vientu ca mi rota 'ndra miduddra
Averra vulutu essari li assiem'a tia
'ppi putiri stringerti li manu
E subitu 'ndra l'uacchi mi cumpara lu dumani

Senta cumu chiova 'ndra 'ssu cori
U vientu mi farà vulari

Di tutto ciò rimane un'immagine sbiadita
Gli occhi di mio padre lucidi e tristi:
"Ni stann'ammazzannu dintra lu cori
I figli di 'ssa terra moranu
N'i stannu ammazzannu"



Traduzione:
Avrei voluto conoscerti, ma non ho fatto in tempo
E ora sento il vento che mi tortura la mente
Avrei voluto essere lì insieme a te
Per poter stringerti le mani
E subito negli occhi mi appare il domani

Senti come piove nel mio cuore
Il vento mi farà volare

Di tutto ciò rimane un'immagine sbiadita
Gli occhi di mio padre lucidi e tristi:
"Ci stanno colpendo al cuore
I figli di questa terra muoiono
Ce li stanno ammazzando"


Franco Trincale
Carlo assassinato
(Franco Trincale)

Carlo Giuliani 23 anni
uno dei tanti ragazzi del mondo
del mondo oppresso mondo precario
uno dei tanti al di qua del sipario

Carlo Giuliani 23 anni
23 anni una vita spezzata
da un giovane armato da quei potenti
nello scenario dei finti grandi

spuntano fiori in piazza Alimonda
dove di Carlo c'è ancora l'impronta
Carlo Giuliani si aggiunge nel conto
che alfin pagherete i padroni del mondo

ventitre anni una vita spezzata
una tragedia premeditata
dagli strateghi servi al g.otto
che han cercato e voluto il morto
Carlo continua con noi la lotta
la lotta dei popoli giammai morta
continua la lotta lotta infinita
in ogni luogo ogni spazio di vita

si lotta in fabbrica uffici in lavoro
contro l'ingiusto che impongono i loro
quei senzali del padronato
nemici e assassini del proletariato

Carlo è con noi contro la borghesia
a difender gli spazi di democrazia
carlo è con noi nella nostra energia
contro lo stato di polizia

scendiamo in piazza, organizziamoci
di tutto il mondo proletari uniamoci



Bill Veuzet & Cie
Genre Humain
Dall'album "Etoiles de Terre"
(Didier Devos)
Edizioni: Duplimedia
Anno 2007

Je suis du signe du lion
Descendant Cromagnon
Homo Néanderthal
De parents inconnus
Je vis en maître absolu
Sur le monde animal.

Je suis du signe de feu
Inventeur de la guerre
Mon coeur est un cratère
Toujours maître du jeu.
Depuis que je suis debout
Je mets les autres à genoux.

Je suis du signe plus
Du pôle Nord au pôle Sud
Je mène la vie rude
Et transforme en malus
La planète hypothéquée
Et les restes d'humanité.
Je suis du genre humain
Un flingue dans la main
Mes tactiques imbéciles
Et mes rampes de missiles
Je suis devenu inhumain!
Où est mon genre humain?

Zodiacal sagittaire
Tu refuses de te taire
A l'inverse de tes frères
Tu est libre et fier
Tu as le coeur sur la main,
Toi t'es mon genre humain.

Honni soit qui t'oublie
Carlo Giuliani
Au sang chaud peuple-roi
Et tué de sang-froid
Honni soit qui t'oublie
Carlo Giuliani.
à Carlo mort à Genes le 20 Juillet 2001

Le canzoni su Genova2001 in ordine alfabetico per autore o per nome del gruppo.

Luca Francesconi
su testi di Attilio Bertolucci, da "Le Opere Complete" - Ed. Garzanti

Let meBleed - Quasi un Requiem per Carlo Giuliani
Opera per coro misto
Interpreti: Coro della Radio Svedese, Dir. Anders Hanson
Editore musica Ricordi
Edizioni STRADIVARIUS

Lello Voce
"lai del ragionare caotico [blacklai]"
Dall'album: "lellovoceFASTBLOOD"
(Lello Voce, Frank Nemola)
Musiche di: Frank Nemola
E con: Frank Nemola - elettronica; Luigi Cinque - sax soprano; Paolo Fresu - tromba; Michael Gross - tromba flicorno; Luca Sanzò - viola
Edizioni: MRF 5 ed. mus.

Il CD "Piazza Carlo Giuliani ragazzo" è stato realizzato con il contributo generoso di autori, cantanti, gruppi musicali. Contiene brani inediti o già pubblicati di:

Coverfinale Modena City Ramblers
99Posse
Vito Rorro
Banda Bassotti
Daniele Sepe
Yo Yo Mundi
Africa Unite
Meganoidi
Subsonica
Marco Chiavestrelli
Les Anarchistes
Mau Mau
Andrea Sisti
Kevlar
Pierugo e Marika

Questo CD vuole ricordare Carlo, ucciso a Genova il 20 luglio 2001 da un proiettile delle "forze dell'ordine", durante le manifestazioni per una globalizzazione dei diritti e una cultura di pace. Noi lo dedichiamo a Edo, suo amico, e a tutti i giovani che oggi, come ieri e domani, offrono le loro energie, la loro intelligenza, la vita, nella costruzione di un mondo più giusto e solidale.

Il ricavato è stato gestito dal Comitato Piazza Carlo Giuliani - o.n.l.u.s. per iniziative di solidarietà internazionale.


Subcategories

© 2016 www.piazzacarlogiuliani.org. Tutti i diritti riservati | Webmaster graficafluida.it